Blade Runner – The New Obsession

Scritto in Esplorazioni da click 30 Giugno 2021 | 1 Commento »

Quando le speleo giornate partono così, mi viene voglia di farmi un giro in centro ad Asiago e guardare le vetrine.
Sarà il caldo, sarà che mi dimentico tutto, sarà che ci troviamo a far colazione in due bar diversi (sai, il bar in piazza, vicino al casolin e alla chiesa, quello tutto di legno …), sarà che poi, giustamente, ci sono anche i panini da comprare e la mattina parte lenta …
Ma noi, stoici e soprattutto consapevoli della nostra età, riusciamo comunque a prepararci ed entrare come da programma per le 10.30

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Frasassi tra fango e risate

Scritto in Eventi, Gite Speleo, Gite turistiche da Ade 22 Giugno 2021 | Nessun Commento »

Si narrano leggende sull’allegra combriccola composta dai Trappolon (Ade e Miguel), Frank e Fluo.
Partiti Venerdì 4 Giugno 2021 per pernottare a Cervia. Luogo mistico situato sul mare ma dove non c’è pesce e strani rumori notturni, tipo pigne che cadono sui tettucci delle auto, si rivelano come super “schiti” di uccelli; i quali probabilmente avevano fatto razzia di tutto il pesce di Cervia prima dell’arrivo dei nostri amici.(le pigne sopra l’auto di Fluo)

Io e Pelli abbiamo raggiunto il gruppo il giorno seguente sulla strada che ci avrebbe portato al complesso delle Grotte di Frasassi.
Poiché eravamo un po’ in anticipo sul luogo del ritrovo con gli accompagnatori locali, decidemmo di provare forti emozioni lasciando guidare Ade per la prima volta la macchina automatica di Fluo.
Tra curve molto arzille arriviamo all’eremo li vicino. Subito una rampa ci colse impreparati e vivemmo le tappe della via crucis non solo passandoci a fianco ma anche godendoci l’irta salita.
Sulla sommità vi era un monumentale mausoleo, un eremo e una vista molto bella della gola.
Dietro all’eremo un’interessante salita si addentrava nel monte, venimmo poi a scoprire che quello poteva essere il punto d’uscita di una bella traversata speleologica spesso però giustamente interrotta per il rispetto e la tutela dei pipistrelli locali molto presenti.
Presi dalla bellezza del posto, perdemmo la cognizione del tempo e arrivammo in leggero ritardo dalle nostre Superguide: Sabrina (una superdonna), Eugenio (il poeta), Luca (l’uomo dai mille hobby adrenalinici).
Una volta preparati ci dirigemmo ad un’entrata secondaria rispetto al giro turistico della famosa grotta di Frasassi. Una volta all’interno l’aria calda e da zolfo, che ci era stata preannunciata, ci colse in pieno.

(Pelli all’ingresso Grotta)

La grotta si rivelò a noi con cavità molto ampie e concrezionate, come quelle tipiche del Carso, che ci permisero di tenere il sacco in spalla per la maggior parte del percorso. La grotta composta da sali e scendi era percorribile a piedi se non fosse per due pozzi e un traverso. Le pareti poi erano magiche: macchie di leopardo ben definite, come appena fatte da un Writer di strada coloravano le pareti.
Tanta meraviglia ci aiutò ad andare avanti, ma ad un certo punto fummo costretti a dedicare la nostra attenzione al suolo: sapere dove mettere i piedi era ora fondamentale, se non si voleva finire con il fango sopra il livello dello stivale.

 (Scarlett baffuta sempre piaciuta)

Il traverso per me è stato davvero divertente: due pareti di roccia inclinata separate da un metro d’aria, nelle quali a volta per mancanza di appigli ti portavi avanti grazie all’utilizzo della maniglia.
Procedemmo ancora e piano piano trovammo dei laghetti molto limpidi, con concrezioni a raggera davvero scenografiche, ma niente in confronto al laghetto terminale del Ramo di Sala Mexico.

(lago di sala Mexico)

Li ovviamente facemmo una bella siesta per il pranzo e ne approfittammo per delle foto. Tante risate ci furono quando Frank non riusciva a far partire la GoPro con il comando vocale, ma sembrava facesse a posta a funzionare solo quando lui gli andava a bisbigliava: GoPro scatta foto.

 (concorso a premi: trova gli speleo mimetizzati)

Il ritorno fu molto veloce, e il traverso non fu più così divertente, tant’è che tra il fango e altro non vidi più la mia longe sulla fune ma solo la maniglia che ogni tanto scorreva e dovetti aiutare manualmente a bloccarsi.
Una volta fuori, ci lanciammo a pulirci nel fiume, aiutati dal bel tempo contenti sguazzammo per pulirci lasciando esterrefatti dei bagnanti poco più avanti.
Ade presa dalla gioia per l’acqua termale o dallo spavento, scambiando un bastone per una zampa di capretto, lascia tutto il kit completo sul fiume.  Fortuna che Luca se ne accorge e salvò la nostra cara donzella.
Una piccola nota a voi lettori: se avete a che fare con lo zolfo, lavate subito tutto con acqua dolce a casa, l’acciaio in particolare non ama molto questo elemento.

(effetti dello zolfo sull’acciaio)

Tappa obbligata dopo esserci cambiati fu il locale storico, per una buona birra e per chi avesse voluto anche le buone vecchie tradizioni del poter acquistare anche qualche bene tipico degli alimentari.
Godendoci il borgo con case in mattoni e ponti in pietra andammo al ristorante.

(amici immortalati mentre stanno rompendo le scatole al ns protagonista indiscusso Fluo-Lillon-Ruzzolon)
Pappardelle al cinghiale e una buona grigliata furono seguite da un ottimo tiramisù in buona compagnia. Ma ciliegina sulla torta fu Eugenio a darcela: declamando tre sue bellissime poesie.


Passata la notte in tenda tappa obbligatoria prima del ritorno domenicale fu un tuffetto al mare e quattro passi lungo la spiaggia.

(tutti al mare a mostrare le chiappe chiare)

Molto bello è stato anche il giro turistico offerto dal telefono di Frank e dalla Navigatrice Ade che ci ha condotto attraverso i panorami ricchi di sali e scendi tipici delle Marche.
Prima però di tornare abbiamo soddisfatto il palato di Fluo, gustandoci un po’ di pesce ad Ancona.
Il ritorno è stato molto lungo, ma la tristezza per la fine del bel weekend venne ampiamente compensata dalla speranza di una prossima avventura in compagnia di splendidi vecchie e nuovi amici che ringrazio con il cuore.

 

Scarlet

 

Blade… E non finisce qui!!

Scritto in Esplorazioni, Eventi, Rilievi da Ade 7 Giugno 2021 | Nessun Commento »

Mercoledì 2 giugno 2021

Finalmente torniamo al Blade.

Siamo due squadre: gli Squanfidi (Michela & Simone) a fare il rilievo, i Biscottini (Diego & Katia), Fluo, io e Miguel a continuare l’esplorazione del Gradisca, il pozzo da 50 mt lasciato in sospeso causa Covid e inverno.
E’ una bella giornata, peccato solo che Fluo e Katia (quest’ultima reduce da una settimana di immersioni in Sardegna) non siano venuti.
Armati di tanto entusiasmo entriamo alle 9.30. Gli Squanfidi si dirigono a passo spedito verso la sala WGIANETTI, devono terminare di rilevare la zona che hanno trovato durante la loro ultima esplorazione.

(squadra rilievo: Michela e Simone)

Diego non viene al Blade da tempo, quindi lungo la strada io e Miguel gli raccontiamo le avventure delle ultime uscite: da come abbiamo aperto l’ingresso della zona nuova alla strettoia Giada, dal pozzo Gran Pampel alla sala delle lavatrici volanti (per ulteriori informazioni andate a leggere i vecchi racconti).

 (sotto sala WGIANETTI, ingresso del Gran Pampel)

Finalmente arriviamo al mastodontico pozzo Gran Pampel (115 mt in totale), qualcosa di incredibile per una grotta dell’altopiano.

(Gran Pampel: Diego appeso nel vuoto, tiro da 55 mt)

Fino alla cengia misura 95 mt (gli ultimi 55 mt sono nel vuoto). Alla base della cengia, si può scendere ulteriormente per arrivare nel fondo attivo del Gran Pampel (circa 20 mt su parete franosa/marcia) oppure si può prendere un traverso che porta verso il pozzo Gradisca (mt. 40 circa).
Il Gradisca sembra essere una zona fossile, fortunatamente non sgocciola tanta acqua, ma fa freddo lo stesso.

 (ingresso Gradisca)

Diego e Miguel si prestano a finire di armare il Gradisca, io intanto mi scaldo esplorando le cavità che si sviluppano attorno: sono dei cunicoli fossili che si intrecciano l’uno con l’altro, quasi un labirinto.
Con martello e scalpello provo a incidere in qualche sasso GGT ma il risultato è deprimente, quindi se trovate dei segni strani tipo 666 in realtà c’è scritto GGT.
Finalmente dal fondo del Gradisca mi sento chiamare: “Muoviti, porta giù la corda!” Corro giù anch’io e mentre scendo mi guardo intorno, anche il Gradisca è un pozzo ampio, con una cupola a soffitto, nelle pareti si aprono nicchie, alcune grandi che meritano di essere guardate con calma. Anche questo pozzo ha il suo perché.
Il Fondo del Gradisca si divide in due zone, separate da un diaframma di roccia. Una piccola zona stretta e lunga dove Diego stava cercando di allargare una finestra (molto simile alla finestra che porta alla strettoia di Dio per intenderci), mentre dall’altra parta si appoggia i piedi su una frana con massi enormi abbastanza stabili. Questa zona è decisamente più ampia e dal fondo si vedono 2 buchi larghi che decidiamo di esplorare.
Nel frattempo ci raggiungono anche Simone e Michela, sono stati bravissimi, hanno rilevato tutta la zona nuova. Che coppia! Ci salutano perché hanno il coprifuoco verso le 19.

 (la nostra fortissima Michela)
Noi decidiamo di proseguire con l’esplorazione. Il primo pozzetto che scegliamo di scendere (circa 20/25 mt) purtroppo chiude. Risaliamo e scendiamo nell’altra cavità che invece porta ad una cengia. In una parete si apre una fessura abbastanza larga che ci lascia intravvedere il nero. Miguel mi dice di stare in silenzio, lancia un sassolino ma non si sente niente. Ne lancia un altro un pò più grosso e niente…. gli passo un sassone e ….  dopo ben 3 secondi si sente il sasso toccare una parete e poi rotolare, rotolare e rotolare ancora! Ci abbracciamo felici: il Blade non finisce di stupirci!!

 (Cengia alla base del Gradisca, armo del primo pozzetto sceso)

Purtroppo la batteria del trapano si è esaurita così decidiamo di tornare su e di andare a dare un’occhiata alla finestra che Diego stava cercando di allargare.
Anche qui parte un pozzetto (circa 20 mt) denominato “del Presidente” che in qualche modo abbiamo sceso. Alla base c’è un’altra finestra denominata First Lady, affacciandosi si vede un altro pozzo da 15 mt (non scesi) che speriamo continui con un laminatoio (non si capisce molto bene); di fronte alla finestra della First Lady c’è un meandro stretto da cui esce un forte rumore di acqua; risalendo c’è una fessura interessante da scendere che va verso altra direzione.

 (primo pozzetto sceso ma che pare chiudere)

Miguel ad un certo punto si guarda attorno ed esclama: “questa grotta sembra l’Emmental, pieno di buchi che vanno in ogni dove…” E’ vero, la sensazione è proprio questa.
Siamo stanchi, bagnati, infreddoliti ma felici, anche questa volta il Blade ci lascia grandi speranze.

 (Miguel, Ade, Diego in fondo al pozzo del Presidente)

Il ritorno è accompagnato da lamentosi ululati di Diego (Aiuto…. Vi odio tutti…. Parancatemi fuori…Aihaaaa…..) e da imprecazioni di Miguel (ADEEEEEEEEEEE!!!! §§#£ LA CORDAAAAAAAAAAAAA!!!! #§§#£& ): avevo tentato di abbandonarlo in grotta lasciandolo senza corda in un pozzo….

Ma tutto è bene quel che finisce… con una sana birra, bevuta per misericordia (alle 10.30) seduti in un bar.

E come dice Michela (soprannominata Maga Circe da ieri): …E NON FINISCE QUI!

Ade

SERATA TORRENTISMO – 08 GIUGNO 2021

Scritto in Eventi, Torrentismo da Diego Massignan 25 Maggio 2021 | Nessun Commento »

2° CORSO DI INTRODUZIONE AL TORRENTISMO 2021

Scritto in Corsi, Torrentismo da Diego Massignan 13 Maggio 2021 | Nessun Commento »

 

 

SCOPO E DESCRIZIONE DEL CORSO

Dare una base tecnica e culturale per la pratica del torrentismo, garantendo un’efficace progressione in forra.

Alla fine del corso l’allievo sarà in possesso degli strumenti per muoversi in ambiente autonomamente, all’interno di un gruppo organizzato.

 

 

 

 

 

 

 

PRE REQUISITI

– tessera CAI valida per l’anno in corso;

– aver compiuto la maggiore età;

– essere in possesso di buone condizioni psicofisiche;

– possedere una buona acquaticità.

 

PROGRAMMA

 Venerdì 2 Luglio         PRESENTAZIONE DEL CORSO, PALESTRA DI ROCCIA, LEZIONE TEORICA

Sabato 3 Luglio            FORRA, LEZIONE TEORICA

Domenica 4 Luglio     FORRA

Venerdì 9 Luglio         PALESTRA DI ROCCIA, LEZIONE TEORICA

Sabato 10 Luglio         FORRA, LEZIONE TEORICA

Domenica 11 Luglio   FORRA, Conclusione e consegna attestati

LOCALITA’ DEL CORSO

 Il corso si svolgerà nella Val d’Astico – Vicenza

 

PER ISCRIZIONI E INFORMAZIONI

 Segreteria del Corso

Lanaro Giada: +39 340 9651124

gruppogrottetrevisiol@gmail.com

Organizzazione

Andrea Bottaro: +39 349 499 6866

Zoncato Katia: +39 347 510 5933

Diego Massignan: +39 329 698 3462

 

TERMINI E MODALITA’ D’ ISCRIZIONE

Il modulo di iscrizione (che vi sarà fornito) compilato e firmato dovrà essere inviato tramite e-mail alla segreteria del corso entro e non oltre il 10 Giugno 2021, completo di tutti i seguenti allegati richiesti:

– copia della ricevuta del pagamento;

– copia della tessera CAI con bollino dell’anno 2021;

– certificato medico in corso di validità, attestante l’idoneità psico-fisica alla pratica amatoriale e ludico motoria;

– sottoscrizione del consenso informato (in sede di presentazione del corso).

 

La quota di iscrizione al corso è fissata a 200 euro e comprende:

– assicurazione per le attività;

– utilizzo del materiale tecnico individuale

(imbragatura da torrentismo completa , discensore Oka e fischetto);

– utilizzo del materiale tecnico di gruppo;

– dispense, foto, video… ;

 

Il pagamento della quota deve essere effettuato tramite bonifico bancario al seguente IBAN:

 IT 05 T 05018 11800 0000 11035524

intestato a

CLUB ALPINO ITALIANO – SEZ. DI VICENZA, specificando come causale: nome cognome –iscrizione

2 °CORSO  INTRO  TORRENTISMO.

Si accettano iscrizioni fino a un numero massimo di 12 persone, dando precedenza alle pregresse attività in ambito speleo-alpinistico e all’età.

 

EQUIPAGGIAMENTO PERSONALE

Gli allievi che frequenteranno il corso dovranno disporre del seguente

equipaggiamento personale, non compreso nella quota di iscrizione:

– muta in neoprene da 5mm, preferibilmente due pezzi;

– calzari e guanti in neoprene (sp. da 3mm a 5mm);

– scarponcini da montagna o scarpe da trekking con buona suola antiscivolo;

– casco omologato per alpinismo (EN 12492).

COVID-19

Il programma del corso potrebbe subire modifiche in base al variare della situazione pandemica Covid-19.

Il corso può essere annullato nel caso di positività di allievi e/o istruttori o introduzione di norme o ordinanze che limitano le attività.

 

Le lezioni teoriche si terranno online o all’aperto o in aula, le uscite pratiche in palestre naturali e forre. In tutti i casi si seguirà quanto indicato dalle Linee Guida della commissione Centrale di Speleologia e Torrentismo.

Gli orari e i luoghi di ritrovo verranno comunicati di volta in volta e saranno soggetti alla valutazione delle condizioni meteorologiche nonché dei componenti del gruppo, per cui il programma è da ritenersi di massima e potrà subire variazioni.

Gli spostamenti da e per i luoghi stabiliti non sono inclusi nella quota di iscrizione e sono da effettuare con mezzi propri.

La quota di iscrizione inoltre non comprende tutto quanto non espressamente specificato, inclusa la tessera associativa del Club Alpino Italiano, che è possibile sottoscrivere comunque presso la sezione CAI di Vicenza. La quota d’iscrizione non è restituibile in caso di rinuncia.

Si ricorda che la frequentazione delle forre e delle palestre è un’attività che presenta dei rischi. La scuola del CAI adotta tutte le misure precauzionali affinché nei vari ambiti si operi con ragionevole sicurezza. Con l’adesione al corso l’allievo è consapevole che nello svolgimento dell’attività torrentistica un rischio residuo è sempre presente e non è mai azzerabile.

 

Pensavamo fosse abisso invece era un pozzetto

Scritto in Eventi da Katia Zoncato 31 Dicembre 2020 | 1 Commento »

Metti una uggiosa domenica di dicembre…. che si fa?

Sull’altopiano c’è già la neve e con l’allerta meteo in corso, meglio evitare. Nelle grotte allagate c’è troppa corrente, meglio evitare. A spasso per i colli sarà pieno di fango, meglio evitare. Girare in bicicletta si prenderà una lavata, meglio evitare. 

Per fortuna c’è sempre Maurizio che in questi casi riesce a tirar fuori un asso dalla manica e propone di sciogliere un interrogativo su una possibile grotta dentro una cava. 

Ci offriamo volontari Bot, Enri ed io, poi a sorpresa ci raggiunge anche Romano con suo nipote. 

Ritrovo di domenica 6 dicembre a Monte Berico, con calma tanto dobbiamo andare vicino, caffè al volo e poi via alla volta di S.Gottardo (Colli Berici).

Lasciate le auto, ci inoltriamo in una stradina in mezzo al bosco per raggiungere la prima tappa. La cava dismessa, una delle tante in zona. 

Visto la giornata la scelta è ottima, dato che sta iniziando a piovere facciamo campo base all’interno, sicuramente più comodo e asciutto. 

La cava non è molto grande ed individuiamo subito la cavità da esplorare.

Io:“Maurizio sei sicuro che sia questa? Sembra tanto strettina”.

M: “Si ma prova a lanciare un sasso dentro”

shhhhh uno due tre quattro…. Il sasso rimbalza ma cade. Per un  po’ a turno facciamo gara a chi riesce beccare la direzione giusta. 

Beh ma giochiamo con i sassi o proviamo a passare?

Ci armiamo di mazzetta, scalpello e trapano per la disostruzione.

 

Con l’aiuto dell’olio di gomito della chimica e del know how di Maurizio (che con un unico colpo di mazzetta ben assestato fa cadere uno spuntone fastidioso) bim bim bang finalmente riusciamo ad infilarci nel cunicolo lungo un paio di metri.

Da qui parte effettivamente un pozzo che va giù. E’ stretto ma si passa e mentre Enri si infila l’imbrago io e Bot predisponiamo l’armo. Eccolo che si infila e finalmente inizia a scendere. Lo caliamo noi visto lo spazio angusto. Corda …. corda… corda… Dai che va. 

Effettivamente per un po’ la grotta va, continuerebbe anche ma a meno di non trasformarci in sottilette (come nei cartoni animati), niente, non si passa più.

Maurizio è un po’ deluso, noi un po’ meno: molto ma molto meglio che star sul divano.  

Completiamo l’esplorazione con il rilevo della cavità e la placchettatura ufficiale. 

Dato che è sceso Enri a lui l’onore di decidere il nome. Subito spunta fuori il nome “abisso Pedro” ma è un po’ pomposo quindi decidiamo di concerto di identificare la grotta con un più modesto “pozzetto Pedro”.

Ceto, non è stata un’esplorazione da notizie sul giornale ma è sempre bello passare del tempo insieme a fantasticare su cosa può esserci dentro quel buchetto. Un piccolo risultato lo abbiamo portato a casa e anche questa volta la birra prima del congedo ce la siamo meritati (piccola però) 

 

GRADISCE… UN -50?

Scritto in Esplorazioni da Ade 19 Novembre 2020 | Nessun Commento »

Sabato 14/11 siamo tornati al Blade a guardare una finestra che si vedeva dalla cengia del Gran Pampel (verso quota 100 del pozzo). L’ultima volta Bot aveva lanciato più di 20 sassi senza sentire suoni dall’altra parte, quindi la cosa era interessante.
Finchè armavo il traverso per arrivare alla finestra, Ade ha esplorato la zona sopra la colata trovando due pozzetti da circa 5 mt cad. Alla base dell’ultimo pozzetto parte una frattura stretta e bagnata, merita di tornare a guardare con calma.
Finito il traverso, saliamo sulla cengia che dà alla finestra e scopriamo che si apre una voragine enorme sotto di noi: un cratere di diametro 10 mt circa.
Come da prassi lanciamo un sasso e contiamo fino a 3 seguito da altri 2/3 secondi di rotolamento.
Cominciamo la discesa, ma a circa ¾ del pozzo, abbiamo terminato le corde. Guardiamo l’ora: sono le 6. Siamo infreddoliti e stanchi ma bisogna correre per uscire visto che alle 10 dobbiamo essere a casa.
In 2 ore abbondati siamo fuori a brindare con la birra Gradisca (Amarcord di Fellini) a -3°, tutto è ghiacciato intorno a noi.
Tempo e Covid permettendo ,speriamo di poter tornare quanto prima dalla Gradisca.
Miguel

CENTO! CENTO! CENTOUNO!

Scritto in Esplorazioni da Ade 3 Novembre 2020 | Nessun Commento »

4 secondi …quanti metri sono?
Finalmente è Maurizio a darmi una risposta: se il sasso impiega 4 secondi a toccare il fondo del pozzo, vuol dire che sono circa 80 mt. E se sono 5 secondi? Circa 120 mt. UUUAAAAOOOOOO
In grotta ci posso andare una settimana si e una no, come tutti quelli che hanno famiglia non è facile avere sempre i week end liberi. I miei compagni di grotta, i miei amici, vogliono aspettarmi per scendere il Gran Pampel, così scrivono nella chat di gruppo di attendere il mio sabato libero e intanto si organizzano per andare a sistemare qualche armo, allargare qualche strettoia e fare il rilievo della zona nuova. Posso assicurare che questi gesti valgono più di 1000 parole.
Finalmente arriva sabato, e si parte. Siamo io, Miguel, la Benemerita (Paola), Bot, la squanfida (Michela) e l’Ingegnere (Simone).
La giornata è quasi calda, c’è il sole, ci sono i funghi, ma non ce ne frega niente, e in poco tempo entriamo in grotta. Mezz’ora ci impieghiamo ad arrivare alla Sala del Thè quando di solito ci mettiamo 40/45 minuti.
Perfino Bot, che è il più massiccio di tutti e normalmente avanza con fatica sbuffando come se fosse un cane da tartufi, oggi striscia nei meandri del Blade come se non ci fosse un domani. …leggi tutto… »

…ecco a voi il Gran Pampel!

Scritto in Esplorazioni da Ade 19 Ottobre 2020 | Nessun Commento »

Siamo io (Benemerita), Pelliccia, Ade, Fenomeno, Michela, Miguel e Bot.
Ci troviamo al bar in piazza a Breganze ore 8 a fare colazione e dopo aver organizzato le macchine, ci dirigiamo verso il Blade Runner.
La giornata è bellissima e tutto è colorato d’autunno, con un po’ di neve qua e là. Ci si cambia e, preparata l’attrezzatura, partiamo carichi di voglia ed energia!
Passeggiando ricordo la mia ultima volta in Blade Runner, infangata e bagnata fradicia, a scavare come una matta nella porticina di fango in sala del the. Ne è passato di tempo! In poco tempo arriviamo tutti in zona esplorativa e i cumuli di fango che avevo accantonato fuori da quella piccola porticina, sono ancora là. …leggi tutto… »

WEEKEND AL BLADE – SI PASSA MA ANCORA NON SI PASSA

Scritto in Esplorazioni, Rilievi da click 8 Settembre 2020 | Nessun Commento »

Giornata splendida per infilarsi in grotta, penso, mentre guardo il cielo blu e mi mangio un panino davanti all’ingresso. Il viaggio sottoterra si prospetta intenso e freddo.

Abbiamo deciso di fare due squadre: i punteros (cioè Ade, Miguel e Bot) se ne vanno sul fondo a scavare per tentare di sfondare la frana e passare oltre, i rilevados (Pelliccia e io), tentano di rilevare il congiungimento della parte nuova della grotta con il rilievo fatto da Mao, armati di tanta pazienza, DistoX e un buon piumino.

Entriamo a mezzogiorno spaccato, come da pronostico.

Pelliccia ed io arriviamo velocemente nei pressi del P.12, quello che inizialmente si pensava chiudesse e invece, in seguito ad una risalita, ha spalancato nuovi mondi “alti”. Iniziamo da qui. …leggi tutto… »