Sabato eravamo in 8: Io (Filippo), Claudio, Andrea Bot, Pelliccia, Nereo, Nadia, Bruno, Alberto, solo all’ultimo tizio, caio e sempronio c’hanno avvertiti che non sarebbero potuti venire.

La grotta è bella, ci si arriva con una facile passeggiata in mezzo al bosco seguendo il sentiero. il portale d’ingresso ha delle notevoli dimensioni: 3,5 metri di larghezza per 1,60 di altezza. E’ tutto impostato lungo una faglia e noi abbiamo percorso la via superiore che va avanti oltre al buio che ci è parso di vedere. E’ stato armato il traverso che ci ha spinti lungo questa crepa e ci siamo mossi in direzione E-O, la diceva la bussola (in realtà 3 bussole e 3 misure: 100 – 110 – 120).

Il nostro geo c’ha detto che sembra una fessura freatica nata su calcari grigi denominati anche Formazione di Rotzo. Tutti abbiamo concordato che non fosse il caso di contraddire questa osservazione e abbiamo preso per oro colato quanto ci ha detto il nostro beneamato scienziato. Di sicuro c’ha indicato un pezzo di roccia pien de bivalvi e questo ci ha dato entusiasmo. Grazie Detrito per le perle di scienza che ci regali sottoterra.

La grotta è fredda e tira aria al suo interno, molta…complimenti a chi è rimasto dietro ad assistermi mentre eseguivo l’armo, complimenti perché non sono un fulmine e quindi, Claudio e Andrea che mi aiutavano, si sono sorbiti il vento restando pressoché fermi.

Fuori pioveva, dentro no e quindi c’è andata bene. L’ultima visita era stata contraddistinta da un notevole stillicidio interno.

Ora, oggi o meglio in questi giorni, ha nevicato nei piani alti delll’Altopiano e fino alla prossima primavera non aggrotteremo più in questo abisso.  Non vedo l’ora di tornarci.

 

 

 

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