Mercoledì 2 giugno 2021

Finalmente torniamo al Blade.

Siamo due squadre: gli Squanfidi (Michela & Simone) a fare il rilievo, i Biscottini (Diego & Katia), Fluo, io e Miguel a continuare l’esplorazione del Gradisca, il pozzo da 50 mt lasciato in sospeso causa Covid e inverno.
E’ una bella giornata, peccato solo che Fluo e Katia (quest’ultima reduce da una settimana di immersioni in Sardegna) non siano venuti.
Armati di tanto entusiasmo entriamo alle 9.30. Gli Squanfidi si dirigono a passo spedito verso la sala WGIANETTI, devono terminare di rilevare la zona che hanno trovato durante la loro ultima esplorazione.

(squadra rilievo: Michela e Simone)

Diego non viene al Blade da tempo, quindi lungo la strada io e Miguel gli raccontiamo le avventure delle ultime uscite: da come abbiamo aperto l’ingresso della zona nuova alla strettoia Giada, dal pozzo Gran Pampel alla sala delle lavatrici volanti (per ulteriori informazioni andate a leggere i vecchi racconti).

 (sotto sala WGIANETTI, ingresso del Gran Pampel)

Finalmente arriviamo al mastodontico pozzo Gran Pampel (115 mt in totale), qualcosa di incredibile per una grotta dell’altopiano.

(Gran Pampel: Diego appeso nel vuoto, tiro da 55 mt)

Fino alla cengia misura 95 mt (gli ultimi 55 mt sono nel vuoto). Alla base della cengia, si può scendere ulteriormente per arrivare nel fondo attivo del Gran Pampel (circa 20 mt su parete franosa/marcia) oppure si può prendere un traverso che porta verso il pozzo Gradisca (mt. 40 circa).
Il Gradisca sembra essere una zona fossile, fortunatamente non sgocciola tanta acqua, ma fa freddo lo stesso.

 (ingresso Gradisca)

Diego e Miguel si prestano a finire di armare il Gradisca, io intanto mi scaldo esplorando le cavità che si sviluppano attorno: sono dei cunicoli fossili che si intrecciano l’uno con l’altro, quasi un labirinto.
Con martello e scalpello provo a incidere in qualche sasso GGT ma il risultato è deprimente, quindi se trovate dei segni strani tipo 666 in realtà c’è scritto GGT.
Finalmente dal fondo del Gradisca mi sento chiamare: “Muoviti, porta giù la corda!” Corro giù anch’io e mentre scendo mi guardo intorno, anche il Gradisca è un pozzo ampio, con una cupola a soffitto, nelle pareti si aprono nicchie, alcune grandi che meritano di essere guardate con calma. Anche questo pozzo ha il suo perché.
Il Fondo del Gradisca si divide in due zone, separate da un diaframma di roccia. Una piccola zona stretta e lunga dove Diego stava cercando di allargare una finestra (molto simile alla finestra che porta alla strettoia di Dio per intenderci), mentre dall’altra parta si appoggia i piedi su una frana con massi enormi abbastanza stabili. Questa zona è decisamente più ampia e dal fondo si vedono 2 buchi larghi che decidiamo di esplorare.
Nel frattempo ci raggiungono anche Simone e Michela, sono stati bravissimi, hanno rilevato tutta la zona nuova. Che coppia! Ci salutano perché hanno il coprifuoco verso le 19.

 (la nostra fortissima Michela)
Noi decidiamo di proseguire con l’esplorazione. Il primo pozzetto che scegliamo di scendere (circa 20/25 mt) purtroppo chiude. Risaliamo e scendiamo nell’altra cavità che invece porta ad una cengia. In una parete si apre una fessura abbastanza larga che ci lascia intravvedere il nero. Miguel mi dice di stare in silenzio, lancia un sassolino ma non si sente niente. Ne lancia un altro un pò più grosso e niente…. gli passo un sassone e ….  dopo ben 3 secondi si sente il sasso toccare una parete e poi rotolare, rotolare e rotolare ancora! Ci abbracciamo felici: il Blade non finisce di stupirci!!

 (Cengia alla base del Gradisca, armo del primo pozzetto sceso)

Purtroppo la batteria del trapano si è esaurita così decidiamo di tornare su e di andare a dare un’occhiata alla finestra che Diego stava cercando di allargare.
Anche qui parte un pozzetto (circa 20 mt) denominato “del Presidente” che in qualche modo abbiamo sceso. Alla base c’è un’altra finestra denominata First Lady, affacciandosi si vede un altro pozzo da 15 mt (non scesi) che speriamo continui con un laminatoio (non si capisce molto bene); di fronte alla finestra della First Lady c’è un meandro stretto da cui esce un forte rumore di acqua; risalendo c’è una fessura interessante da scendere che va verso altra direzione.

 (primo pozzetto sceso ma che pare chiudere)

Miguel ad un certo punto si guarda attorno ed esclama: “questa grotta sembra l’Emmental, pieno di buchi che vanno in ogni dove…” E’ vero, la sensazione è proprio questa.
Siamo stanchi, bagnati, infreddoliti ma felici, anche questa volta il Blade ci lascia grandi speranze.

 (Miguel, Ade, Diego in fondo al pozzo del Presidente)

Il ritorno è accompagnato da lamentosi ululati di Diego (Aiuto…. Vi odio tutti…. Parancatemi fuori…Aihaaaa…..) e da imprecazioni di Miguel (ADEEEEEEEEEEE!!!! §§#£ LA CORDAAAAAAAAAAAAA!!!! #§§#£& ): avevo tentato di abbandonarlo in grotta lasciandolo senza corda in un pozzo….

Ma tutto è bene quel che finisce… con una sana birra, bevuta per misericordia (alle 10.30) seduti in un bar.

E come dice Michela (soprannominata Maga Circe da ieri): …E NON FINISCE QUI!