Mi alzo presto e scendo le scale esterne di Malga Fossetta e con passo incerto provo a perdere quota.
L’aria è ancora elettrica dal temporale notturno che ha scaricato tutta la sua energia sulle nostre teste.
Il picchiettare intenso della pioggia sul tetto di lamiera non mi ha fatto dormire sonni tranquilli ma si sa che la notte prima di una grande spedizione non passa mai serena.
Maurizio che evidentemente si è alzato prima di me mi chiede se sono operativo, e mentre mi allontano verso un cespuglio gli rispondo te lo dico dopo il caffè.
Caffè e preparativi lenti ma decisi, punte, merendine, ancoraggi 50mt di corda trapano sacchi ecc.
Della spedizione fa parte anche Mirko e così i vecchi del campo son pronti a partire.
Giulio, Gianlu, Francesco, Chiara di Ferrara invece vanno al Gallo Cedrone a proseguire su un pozzo solo visto.
L’auto macina km e stranamente essendo ferragosto ci sono pochi turisti in giro. Mirko macina ciacole ma i due vecchi orsi non gli rispondono più di tanto e quindi dopo un pò si zittisce anche lui.
Dentro alla Dacia si sente il rumore dei pensieri e ognuno di noi medita se ha preso tutto il necessaire per passare una giornata in freezer, parcheggiamo e preso un sacco a testa ci incamminiamo lungo la ex strada militare.
Sosta dieci minuti all’ingresso tanto per assaporare l’alito gelido che esce dalla cavernetta e poi entriamo.
L’attacco del pozzetto ingresso bisogna rifarlo ma è complesso visto che di roccia buona non ce n’è e quindi mi riservo di pensarci una prox volta, scendiamo e in pochi minuti siamo sul pendio ghiaioso, qui ci dividiamo perchè i miei due compagni mi invitano ad andare a vedere la prosecuzione che hanno trovato loro due giorni fa.
Nelle due spedizioni precedenti non l’avevo proprio vista, e quindi salgo sopra una cengia che mi porta avanti sopra un’altro masso ma poco più avanti nel passaggio chiave devo tornare indietro.
La parete di appoggio è tutta bagnata dalle abbondanti piogge della notte scorsa e passare in libera è troppo rischioso visto che il pavimento si trova a una decina di metri da me.
Vedo le luci di loro due alla mia altezza e dico che li raggiungo.
Stanno già scendendo la corda che abbiamo lasciato io e Filippo lo scorso anno e arrivo alle loro spalle.
Decidiamo insieme che il loro traverso vicino all’ingresso lo armiamo per rendere percorribile in sicurezza e andiamo avanti.
Mentre il livello superiore del meandro è strettino qui dove siamo adesso sembra di essere in Apuane, dimensioni molto grandi in tutte le direzioni che ci costringono a spostarci in corda visto che sotto di noi abbiamo svariati metri di vuoto.
Mirko smanetta con ancoraggi e affini mangiando metri di Meandro noi due invece continuamo con il rilievo, in realtà fa tutto Mauri mentre io tengo la cordella o mi posiziono nei punti da visualizzare con gli strumenti topo.
Dove il meandro scampana decidiamo di scendere di livello, ma il nostro procedere calmo e disteso mi permette di vedere apporti ovunque tutti esplorabili, la direzione per ora è verso Marcesina anche se siamo lontani.
La linea principale ora si approfondisce in una marmitta gigante che superiamo in libera ma dove predisponiamo un ancoraggio, stiamo elemosinando placchette e moschi a manetta fino ad un ulteriore salto dove dobbiamo fare la conta….ancora 3 ancoraggi e qualche decina di metri di corda e davanti a noi solo un gigante nero che sembra volerci inghiottire.
Mai come ora mi sono sentito dentro la montagna, verticalità quasi nulla, ma la Highway to hell (AcDc) va avanti inesorabile.
Ci fermiamo un attimo per prendere qualche misura e poi giriamo l’angolo e mi trovo in una grande marmittona di 4 metri di diametro completamente bianca.
Mirko avanza in libera su una sicura psicologica ma all’ennesimo sprofondamento ci fermiamo mettere una corda.
Dal sacco escono pochi metri di corda e in mano ha solo un ancoraggio, gli cambio la batteria del trapano e decidiamo di giocare il tutto per tutto.
Scende di 3 metri e dopo pochi metri di orizzontale un nuovo salto……STOP fine dei materiali anche della riserva della riserva….con me ho solo 5 metri di kevlar da 5 mm ma nessuna clessidra dove ancorarci.
Facciamo gli ultimi punti di rilievo un pò di foto per Detrito e siamo veramente soddisfatti.
Mauri si dice entusiasta perchè erano veramente anni che non ci si fermava per carenza di materiali mentre davanti per decine di metri vedi solo il nero più assoluto su ambienti molto grandi.
Qualche chiacchera e poi un brivido ci ricorda che siamo in freezer da troppo tempo e che è tempo di guadagnare l’uscita.
Rimangono sul posto dei moschettoni da cambiare con delle maglie rapide e qualche ancoraggio da doppiare o spostare ma tutto nella norma visto la portata della esplorazione.
Prima della uscita ci fermiamo per impostare il traverso sopra lo scivolo e poi fuori a mangiare due girelle e qualche barretta.In malga Bruno ci prepara 2 uova con pancetta….ragazzi una bomba
Non si è mai troppo vecchi per esplorare e se ti capita tra le mani una grotta così grande l’età perde di significato rimpiazzata dalla adrenalina. Domani saremo decisamente più croccanti a causa dell’ennesimo massaggio calcareo ma molto più felici, la restituzione del rilievo dice che per ora ci sono 250 metri di sviluppo circa risultato di 3 o 4 spedizioni solo con un potenziale molto grande davanti.
I Nonni Maurizio e Claudio e il Papà Mirko e i giovani??????? verranno….verranno…..

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