Sembrerà strano leggere queste poche righe nel sito di un gruppo grotte…oggi c’è stata la prima uscita del 20° corso di introduzione alla speleologia.

grotta continua!

Nuovi corsisti si sono cimentati per le vie che avevamo preparato qualche minuto prima noi della squadra d’armo. Saranno anche pochi gli anni trascorsi a salire e scendere avendo come unica via la corda però, dovendo essere sincero, ho visto finalmente me stesso che senza grosse difficoltà superava ostacoli che mi sono portato dietro per un po’ di anni. Niente paura del vuoto e tanta voglia di fare. Eh già voglia di fare…qualcuno se n’è accorto e me l’ha detto, qualcuno s’è n’è accorto, altri forse no (e non parlo solo del mondo undergroud). E torno a pensare che la vita passa e ti cambia, o almeno così sembra finché non ricadi negli stessi errori, a volte sì succede di sbagliare: per pigrizia, ingenuità o per destino.

Perché scrivo così? Perché in fondo all’abisso che c’è in ognuno di noi (e permettetemi un tocco di poesia) non c’è una fine e se per caso, come oggi qualcuno, mi dice vedo che stai andando avanti io non sono riuscito a immaginare un altro modo per rispondere a quello. Certo che sto andando avanti e certo che voglio continuare. Ma la mia vita in questo momento cos’è? Se dovessi fare i conti razionalmente la risposta sarebbe atroce…e allora mi aggrappo alla corda delle illusioni, della fantasia più sfrenata, non sono sulla strada sbagliata e il futuro servirà almeno a credere che il presente è più sopportabile.

Forse è difficile capire qual’è il mio stato d’animo in certi momenti, anzi E’ DIFFICILE. Come posso spiegarvi che avere quasi 33 anni e non potersi permettere niente è, tavolta, insopportabile? Rientrare a casa e ritrovarsi nella stessa dimensione di quando ne avevo 16 – 17 – 18 -19 -20 anni? Come posso dirvi che se vado ad una manifestazione (anche politica) è solo per sentire di avere una dignità che molto spesso questa società cerca di togliermi? Come posso farvi capire che attaccarmi ad una corda può diventare un modo per dimenticare, anche solo un secondo, quello che sto vivendo?

Non mi considero sfortunato, non fa per me piangermi addosso, sono un grottista (eccheccazzo!), non mi si chieda però di non essere arrabbiato. E’ la rabbia che ora riscalda il mio cuore e il freddo che si prova a stare qui sotto a volte lo si vince anche così.

 

senza casco sarei invisibile - senza tuta sarei più fico - senza sacco sarei più mona

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