Salgo per il sentiero e vecchi ricordi mi passano per la mente, chissà Giulio cosa pensa dello zio che tace, cammina e pensa ai cassi sui.Venivo a Lumignano che ero al Rossi, al venerdì e martedì avevamo 9 ore, perfetto per partire da casa alle 7,30, andare a Lumignano con l’8 e tornare a casa la sera alle 18, tutto abbronzato. ‘Ma non hai fatto scuola? Varda che moro che te sì!’ ‘Eh si mamma, abbiamo fatto la campestre!’.
Gli altri bruciavano e andavano in sala giochi, io andavo a Lumignano (beh, andavo anche in sala giochi e in altri posti, ma questa è un’altra storia). Ubio fregava le chiavi del CAI di M…….. a suo papà (era Presidente), andava alla sera a prendere una corda (una a caso..)e la mattina la portava a scuola cioè in Stazione dove arrivavo io con le scarpette, un imbrago e un po’ di moschettoni. Passavamo la giornata a Lumignano, che per noi era Shangri-La, o Kyber Pass, o La Mecca o Il Paradiso insomma il mito fatto luogo. Ci passavano davanti Mariacher, Iovane, Pederiva, Scheel, tutto il vecchio mitico gotha di un mondo fantastico che era appena nato e era già irraggiungibile ma tremendamente reale, vivo e infinitamente più fico che andare a scuola ad ascoltare teoremi formule e sonetti.
Come faccio a spiegare Giulio che potrei fare questo sentiero ad occhi chiusi? Che salivamo con gli zaini tenuti alti sopra la testa per ‘scaldarci i muscoli’? E i fuseaux… Meglio tacere!Foto0073

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Cosa faccio oggi? Il giovane nipote mi ha parlato con noncuranza di 6b..6c.. va in giro con Queo De Rovereto e parlano di gradi come fossero noccioline. Il primo 6b+ l’ho fatto a Ceraino e ce l’ho ancora in mente e il primo 6c è stato Befana ma mi ha un po’ deluso perché a mio vedere bastava ciapare e tirare. Erano altri tempi e pensavamo che arrampicare fosse un misto di danza, equilibrio, forza e fantasia. Adesso basta ciapare e tirare. Allora per prudenza partiamo con uno Spigolo Conforto, lo faccio anche per Amarcord (con la maiuscola) e faccio bene perché il nipote DA SECONDO ad un certo punto su QUEL passaggio mi lancia un flebile…tieni!… Candalporco, resting sullo Spigolo, roba da mati, altro che seibi. Allora la giornata diventa istruzione al nipote, sosta a metà, sicura al primo, autosicura con MBB, corda doppia, autosicura nella doppia etc.. Cerco le doppie provando il canale che porta(va) alla doppia di mezza via della marusca , ma è tutto un delirio di rovi e di sicuro nessuno lo fa più. La prima volta a Lumi con Mauro Scarparolo ho fatto ovviamente la Marusca Original, e chissà se c’è ancora quel chiodo a lama arancione a metà del secondo tiro… prima o dopo torno a vederlo. A sinistra mi goco le placche di Simeoni, Pinguino, Bucomania etc.. La Cina, Kit e Katzi…che tempi, tutto mi sembra sempre lì a portata di mano, e forse lo è in effetti io sono ancora qui.
Vorrei prendere la paretona che mi si apre davanti e dire a Giulio tutte le vie, da sinistra a destra, nome e grado ma mi trattengo, come spiegargli che le sapevo (le so) tutte a memoria ma poi mi mandavano a settembre perché non sapevo meccanica, macchine a fluido e fisica? Impossibile da spiegare, no?
Così arrampico in silenzio, mi stupisco perché alla fine mi riesce ancora benino, la schiena non mi fa tanto male e allora perché no, perché non tornare ad arrampicare ogni tanto?
Grazie Giulio, alla prossima (intanto c’ho da sciare…)

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