Sono un po’ agitata: oggi è tempo di Spilleriadi. E siamo diretti al fondo vecchio.

E’ infatti passato tutto l’inverno e finalmente possiamo ritornare a salutare il teschio alla base del pozzo iniziale.

Faccio appena in tempo a preparare il thermos di tè caldo ed ecco che arriva Maceria in teutonica. Carico tutte le mie cose e salgo in macchina: la prima tappa è al Casello di Dueville, dove ci sono Gianki e Figata ad aspettarci.

Figata mi saluta con un occhio chiuso e l’altro quasi…

Oggi lo chiameremo, per l’occasione, il Mezzosangue: i suoi vasi sanguigni sono infatti percorsi per una buona metà dalla vodka (gusto pesca, fragola, menta, ecc… ecc…).

Al bar di Caltrano facciamo la seconda tappa e ci troviamo davanti a un caffè con Pierga e Miguel, mentre la terza tappa è al Cimitero di Caltrano dove arriva Rinaldo, della squadra Soccorso di Treviso.

Bene: ci siamo tutti (beh… tutti… il Mezzosangue in realtà è in un universo parallelo…).

Mi faccio una dormitina fino a Malga Quarti… la Teutonica arranca ma arriviamo senza problemi a destinazione. Dai, dai, che prima usciamo, prima andiamo a mangiarci la pizza a Las Vegas.

Il Mezzosangue inizia ad armare il pozzo iniziale (dimenticando di controllare se i sacchi eran attaccati a lui,che difatti finiscono in fondo al pozzo) e uno alla volta scendiamo… devo muovermi, che questi spelei sono ultra rapidi e viaggiano come dei treni e non voglio restare indietro.

Dietro a me c’è solo Maceria che invece se la prende con moooolta calma.

Sul terrazzino c’è ancora neve e la temperatura è già scesa di qualche grado rispetto a fuori. Ecco il teschio… ma cosa ci fa messo sottosopra e buttato in un angolo? Che nervi… lo rimetto subito al suo posto e gli dico: “hei guarda che ci rivediamo dopo, capito? Non fare scherzetti, fai il bravo e sorveglia l’ingresso!!!”

Ritrovo gli amici spelei e in pochi minuti siamo già in sala Caffè. Pierga canta a squarciagola e ci fa morire dal ridere perché alterna canzoni da messa, canzoni goliardiche e frasi sconnesse.

Scendo il 28, poi il 35….

hei un momento… ma dove sono finiti tutti? Beh, poco male… c’è ancora Mac… lo aspetto qua che tanto era appena dietro di me al 28…

lo chiamo una volta, due volte, tre volte… nada de nada… mah, chissà quanto tempo è passato…

sento dei colpi di mazzetta: sicuramente starà facendo qualche sistemazione del meandro, ma non risponde. ooookkeyyy… tiro un sospiro e mi dico: niente panico, basta seguire il cavo telefonico… la via del fondo vecchio è giù di là… mi sembra… vaaabbè arrivo fino a sala disco poi se non li trovo torno indietro. Poi quando arrivo ai rami gialli

foto di reperorio

vengo assalita da pensieri come: “mizzega se scivolo giù e mi incastro qua dentro, questi mi ritrovano dopodomani”, “il kit di soccorso… non ho un kit da soccorso…”, “il cellulare che grande invenzione, ma perché non funziona in grotta?”, “heeeei sono qui da sooolaaaa”.

Poi mi accorgo che in fondo non ho nessun problema e mi sento anche un gran bene… quindi proseguo calma.

Bivio sala Disco – Allegranzi: eccoli là sotto che se la ridono! Tiro un gran sospiro di sollievo e sono proprio felice di vederli, mi passano tutti i pensieri e mi mangio un bel po’ delle mie scorte.

Metto su il tè: sulla bustina c’è scritto “Magic Emotion”… ecco, adesso vi lascio immaginare tuuutte le battute che hanno tirato fuori gli spelei su questa cosa…

però se troviamo un nuovo meandro in Spiller lo chiamiamo Magic Emotion?

Aspettiamo Mac, che se l’era presa con gran calma, poi decidiamo di andare tutti sul fondo ad esplorare; io e Gianki restiamo per ultimi, perché così mi insegna ad armare gli ultimi tre pozzi prima del fondo, dato che le corde sono vecchie decrepite e gli armi esistenti molto “esplorativi”.

Quasi, quasi adesso sono più agitata di prima… non devo fare troppi errori, devo concentrarmi bene!

clik

Arriviamo al trivio con il ramo Schio e poi andiamo a vedere il grande salone.

Uuuaaauuuu non avrei mai pensato che in Spiller potessero esserci dei posti così grandi!

Riprendiamo la discesa ed ecco i pozzi da riarmare.

Gianki mi spiega come armare il traverso prima del pozzo, il fattore di caduta, come fare un nodo fettuccia che va attaccato al nasone di roccia, a controllare bene che la corda stia perfetta sulla verticale del pozzo, il bolina (segui il serpente di corda e fai il bolina…).

Gran soddisfazione vedere che tutto è filato liscio e a parte la sua pazienza infinita, anche lui mi sembra molto contento.

Poi andiamo sul fondo e scopriamo che gli altri non hanno potuto disostruire perché avevamo noi due il trapano e che il meandro là in fondo si stringe e che forse c’è un nuovo passaggio da controllare, dall’altra parte!

Miguel-so-mì ridendo ci dice che non ha ancora capito come funziona realmente il meandro dove si è infrattato Figata, ma ha capito che è una gran figata!

figata (mica tanto)

Peccato non aver esplorato di più, ma per tutti è un conto in sospeso per la prossima volta!

Iniziamo la risalita. Rinaldo è davanti a me e dalla retroguardia mi dicono di tenermi a voce con lui perché non conosce bene la strada.

Figata mi chiede dopo un po’: “ma dovè finito Mirko?”

Ci guardiamo: “scusa? … Mirko chi?”

“Mirko Rinaldo…”

“scusa?”

“Mirko Rinaldo…”

scoppiamo a ridere perché significa che la sbornia non gli è ancora passata del tutto…

“guarda che si chiama Rinaldo di nome…”

Riprendiamo a salire ridendo e dopo un po’ sento Gianki che comincia a cantare una canzone che mi suona molto famigliare e fa così: “paga da bere, Figata paga da bere, paagaaa da beeeereeee, Figata paga da beereeeee”.

Sganascio e mi scompiscio perché oggi è capitato a lui di tirarsi su la corda col sacco!!! eh eh eh

In effetti Rinaldo ce lo siamo persi poco dopo i rami gialli e l’abbiamo ritrovato che risaliva il pozzo iniziale… aveva capito anche lui che bastava seguire il filo telefonico… Grande Rinaldo: evvaiii!

Il teschio è sempre lì immobile che sorveglia la situazione. Sono quasi fuori, sono quasi le nove di sera e oggi ho imparato un sacco di cose nuove.

Rinaldo-Mirko ci aspetta fuori e dalla faccia che ha è molto felice e sereno. Ora non ci resta che fargli visitare Las Vegas per completare questa intensa giornata.

Ciao a tutti.

Alla prossima.

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