Miguel (ancora asciutto)disarma il SaloneNon mi ricordavo tutta questa terra nella parte iniziale del Flavia, ho gli scarponi gonfi di terriccio e scivolo dappertutto. Invece la fessura/strettoia iniziale me la ricordavo proprio così, canchera ma scorrevole, diciamo fisiologica ecco sì caratteriale, basta capirla non forzarla e scorrerci dentro senza forzarla e lei si dà.
” Perchè nessuno mi ha mai parlato di questa cazzo di strettoia?” mi dice sereno e felice Miguel che mi segue.
Dopo i pozzetti iniziali (ritrovo il mio dyneema!) il pendolo e un passo basso, l’aria inizia a fischiare ed appare il Pozzo. Il Pozzo !!! 186 metri di fetido nero, caro Clem cosa hai pensato quando lo hai visto?
Ciao Flavia, eccoci qua, scusa per la lunga assenza ma sai com’è… Le corde mi paiono buone, i soliti due conigli d’attacco sono come sempre bassi bassi bassi, sarà stato il Nano Omero a confezionarli. E poi giù, nel nero, giù.

Super Miguel e il Nero Pozzo

Super Miguel e il Nero Pozzo

. Dopo 40-50 metri, il frazionamento doppio con coniglio dietro uno spuntone mi offre la prima possibilità della giornata, infatti il pozzo scende ma al fianco c’è un grande nero che viaggia verso destra e va a finire nel buio. Infilo una corda nuova da 50 nel nodo, chiamo il mio compagno a scndere e inizio una lunga teoria di trapano-fix-placca-mosco etc. che pendolo dopo pendolo mi porta a destra lontano e poco in basso. Atterro su un cengione, sbaglio le proporzioni (qui strapiomba tutto)e mi tocca risalire su un pietrone inclinato sull’abisso che è attaccato alla parete con una solida marmellata di ghiaia e sabbia. Pazienza, ero pronto a saltare. Traverso ancora e mi fermo davanti ad una parete che mi lascia a bocca aperta e mi rizza i capelli sotto il casco. Quando arriva Miguel dice una cosa che non mi ricordo più ma che suonava tipo:” Porca troia”. Davanti a noi c’è una parete assolutamente verticale di massi dai 5 metri di circonferenza ai 5 centimetri di diametro, ASSOLUTAMENTE VERTICALE, sotto c’è uno scivolone che finisce dritto nel buco tondo del pozzo che va al fondo.

Parete Verticale, Miguel ammira e poi gira i tacchi

Parete Verticale, Miguel ammira e poi gira i tacchi

. Dietro front, per noi qui il Flavia dice stop. C’è invero un buchino sul soffitto, ma è buono per chi si vuole fare c. 25 metri di traverso a tetto su piattoni traballanti larghi c. 1-2 metri che stanno appesi per miracolo: qualcuno ci vuole provare? Disarmiamo il traverso e poi il mio compagno vorrebbe scendere insomma un pozzo così è da veder, no? E poi c’è da disarmare, e poi c’è da gurdare ancora in giro col faretto, non si sa mai. Ho una strana sensazione poco gradevole, anche lui ce l’ha ( e ce lo diciamo) ma insomma scendiamo, vuto vedare? Sul fondo Miguel si fa un bel giro nel Salone, sono proprio contento che possa goderselo, in fondo se disarmiamo poi altre occasioni… PLICK! Chissà quando tornerà qualcuno qui… PLICK!PLOCK!… Gocce… Io riordino i sacchi…PLICK PLOCK PLACK .. Gocce che aumentano all’improvviso, vabbè siamo alle solite fuori piove, non è la prima volta, PLICKPLOCKPLACK SVOOSSSHHHHH !! – Detta in codice: DILUVIA. Due, tre minuti e dal pozzo arriva il finimondo, ma Miguel, cazzo, torni su o fai i funghi sul fondo del salone? Lui è sereno, ogni tanto sento che dice:”Bello!” oppure” Figata!” (ha preso la malattia pure lui).

Miguel (ancora asciutto)disarma il Salone

Miguel (ancora asciutto)disarma il Salone

. La sua e la mia tranquillità fanno si che non ci chiediamo neanche cosa ci sia da fare, forse non sappiamo come abbiamo fatto a ficcarci qui ma di certo sappiamo come tirarcene fuori: pompando! Concordiamo che lui disarma, mi carico due sacchi di roba, controllo tutto ma proprio tutto e parto. I primi due frazionamenti sono ancora accettabili, diciamo da forte stillicidio, ma in uscita dal secondo il terzo è completamente sotto l’acqua e la corda ci sparisce dentro. Vabbè: vaffanculo, siamo in due e tutti e due esperti, autonomi ed bene allenati, adesso Flavia del cazzo (scusa Clemente) ti facciamo vedere cosa vuol dire avere due speleologi nella pancia. Grido a Miguel di sentirsi libero anche di abbandonare il disarmo se vuole (cosa che non gli passa neanche per la testa), attacco il super turbo e mi ficco sotto. E’ ovviamente un disastro, la pioggia batte sulla testa sulle spalle, ti abbassa, si infila nel collo nelle maniche esce letteralmente dai piedi ma prima mi riempie gli scarponi, riempie i sacchi e li rende di piombo. A me non me ne frega niente, devo salire e salgo, basta, mi rendo conto che non mi fermo e non mi fermerò mai, il cervello funziona a pieno e quando al frazio in mezzo al diluvio mi allongio al nodino che sta sotto la maglia l’omino coi baffi mi sussurra: “OCCHIO!!” e infatti il nodo si scioglie ma insomma la facciamo finita di fare sti cazzo di nodi semplici con i capi corda attorno alla corda che SCENDE, che se uno non sta attento se copa??? Ma oggi no se copa nessuno, di sicuro non noi due, passo oltre e urlo al Malese di aspettare la libera sotto al frazio asciutto, io avrò 60 metri sopra prima del coniglio e se arriva qui sotto e non trova la corda libera… Il tiro dopo è quasi asciutto, non mi asciugo ma mi scaldo, per fortuna mi dico siamo solo noi due qui, due in questo caso è il numero giusto, ma non posso perdermi in chiacchiere, sotto c’è chi aspetta, con il fiato corto arrivo a frazio e libero la corda.
Quando Miguel arriva ovviamente è carico di tutte le corde della grotta (“Dovevamo disarmare, no?” si stupisce..) e mi dice che sì, pioveva, ma che all’Obelix è stata peggio.. GRANDE MIGUEL SEI LO SPELEOLOGO GIUSTO. Io ho ballato la samba e la polka per scaldarmi, ho fatto a pugni con la grotta e le flessioni tra i massi ma lo stesso batto i denti come nacchere e parlo a gesti sono solo capace di dire “Dio…Dio …”. Prendiamo la strada dell’uscita con due sacchi a testa, decidiamo che così è abbastanza. La fessura di uscita tira un’aria bestiale,sta luamara, e noi cantiamo per scaldarci. Miguel mi dice: ” Ma perchè nessuno mi ha mai parlato di questa fessura?”.
GRan finale: pozzetto d’uscita, lascio i sacchi sul fondo e salgo per recuperarli da fuori, arrivo fuori con la testa, con il collo, con le spalle…e mezzo pozzetto si stacca davanti a me un lastrone saranno 100 kili si stacca e mi si appoggia contro, pare impossibile tutti sono passati per di qui, pare impossibile ero quasi fuori ma Dio…ma Dio…Urlo a Miguel di sparire da sotto (e miguel diventa nebbia e vento), lo spingo con tutte le forze contro parete e lui pare riattacarsi.. per un pò.. Esco, fuori piove, il masso sembra fermo lo osservo un pò e recupero i sacchi che lo toccano ma lui non si muove, allora recupero Miguel dal lato buono del pozzetto. Poi il masso si mette per traverso e chi vorrà tornare si porti un qualcosa per toglierlo di torno, ok? Scendiamo scivolando sul rosso ammonitico, la birra stavolta non ce la cava nessuno, la valletta è allagata, ma quanta acqua gà fatto? Al Flavia restano: una corda datata 2001 da 65 metri disarmata e bambolinata sopra al Pozzo, non tanto bella, appoggiata ad un sasso + i due pozzetti iniziali da disarmare (col mio dyneema!) + 3 placchette nel Pozzone che il Tempo, Arne Saknussenn e La Forza Di Gravità hanno voluto che restassero lì, inamovibili.
Chi torna a recuperare queste ultime cose non conti sulla mia presenza,capito??
Gianki, Gruppo Grotte Trevisiol CAI Vicenza.

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