WEEKEND AL BLADE – SI PASSA MA ANCORA NON SI PASSA

Scritto in Esplorazioni, Rilievi da click 8 Settembre 2020 | Nessun Commento »

Giornata splendida per infilarsi in grotta, penso, mentre guardo il cielo blu e mi mangio un panino davanti all’ingresso. Il viaggio sottoterra si prospetta intenso e freddo.

Abbiamo deciso di fare due squadre: i punteros (cioè Ade, Miguel e Bot) se ne vanno sul fondo a scavare per tentare di sfondare la frana e passare oltre, i rilevados (Pelliccia e io), tentano di rilevare il congiungimento della parte nuova della grotta con il rilievo fatto da Mao, armati di tanta pazienza, DistoX e un buon piumino.

Entriamo a mezzogiorno spaccato, come da pronostico.

Pelliccia ed io arriviamo velocemente nei pressi del P.12, quello che inizialmente si pensava chiudesse e invece, in seguito ad una risalita, ha spalancato nuovi mondi “alti”. Iniziamo da qui.

Tutto pronto: batterie a posto, DistoX a posto … ma il palmare ci chiede la password per connettersi e trasferire i dati dal DistoX. Per farvela breve, dopo un quarto d’ora di passwords invocate agli dei e intelligenti tentativi tipo 1234 e 0000 che non danno frutto, troviamo l’inghippo: basta solo togliere la spunta di richiesta di autorizzazione della password. Geniale!!!

Sospiro di sollievo e partiamo, con le mani già praticamente congelate. In poco meno di due ore rileviamo tutto e arriviamo in zona esplorativa.

Pelliccia trova anche il tempo di disarmare la risalita fatta da Albertino nella saletta adiacente alla Sala della Morte (chiamata così perché il pericolo di frana è ben visibile, forte e chiaro), mentre io cerco sassi interessanti. Concludiamo il rilievo nella Sala della Lavatrice e diamo una mano a spostare sassi, armare la discesa e preparare l’esplorazione.

I momenti sono concitati: Bot filma a più non posso tutta la scena, Miguel scava come una ciupinara impazzita, Ade usa tutta la sua forza per parancare i sassi e pianta il suo primo fix continuando a ripetere che la grotta va, che continua, che finalmente ci si può infilare verso l’ignoto.

Si apre un pozzetto (stimato 5 m circa) e poi un meandro che passa giusto sotto la Sala della Lavatrice. Da qui si continua a scendere verso il basso, ma solo di un paio di metri, perché il cammino è bloccato da un diaframma di roccia che sarà necessario togliere di mezzo per passare.

I sassi rotolano giù ma non ci danno la soddisfazione di percepire un pozzo galattico… insomma, la grotta chiede di essere svelata un passo alla volta.

A quel punto i rilevados girano i tacchi (e sono ormai le 17 passate), mentre gli altri provano ad accanirsi sul diaframma di roccia. Abbiamo in mente di completare anche il meandro Nadia nei pressi dell’ingresso e collegare la grotta alla dolina fuori, visto che presenta due interessanti sfondamenti.

Il Meandro Nadia richiede molte nuove passwords agli dei, dato che è stretto e fastidioso, ma fortunatamente anche molto corto. Sotto l’ingresso ci ricongiungiamo agli altri, che non hanno novità.

Rileviamo anche l’esterno grotta fino alla dolina e alla fine arriviamo alla macchina che gli altri sono già cambiati, mangiati e molto spettinati. Sono le 8 passate.

Osservo che la Sala della Lavatrice e la Sala del Tè sono proprio sotto la dolina, come pronosticava Pelliccia, solo che ci sono giusto 50 m di roccia in mezzo.

Che ne dite noleggiamo una ruspa?

Blade Runner, le sorprese non sono finite.

Scritto in Esplorazioni da Ade 26 Agosto 2020 | Nessun Commento »

Pelliccia ultimamente insiste per tornare al Blade, vorrebbe terminare di rilevare la grotta per poi, a malincuore, disarmare.  E’ stanco di questa grotta fredda e bagnata che non vuole svelare il passaggio per scendere nelle sue profondità.

Così sabato 22 agosto ci troviamo a Gallio io (Ade), Miguel, Pelliccia, Bot, Marcello e Laura-detta-Silvia del GSM.

Miguel chiede a Pelliccia qual è  la missione di oggi ma pare non ci sia proprio una vera missione:  rilevare non si può perché Bot ha avuto un piccolo problema con il suo Disto X, di conseguenza  anche il disarmo viene rimandato.  Decidiamo pertanto di andare a vedere la zona nuova, alla fine del meandro alto, dove l’anno scorso sono state fatte due risalite da Albertino, Giosuè ed Elena,  risalite che purtroppo non portano da nessuna parte in quanto sembrano chiudere inesorabilmente.

Quindi ce la prendiamo comoda e partiamo un po’ in festa,  per tanti è la prima volta al Blade, l’uscita si presenta un pò come una gita al fresco. Magari, se usciamo presto, andiamo a funghi,  penso.

Arriviamo in loco verso le 11, ci cambiamo e finalmente entriamo.

Pelliccia da buon padrone di casa ci presenta il Blade Runner:  “un ricovero militare che intercetta un meandro (denominato poi “Basso” nel rilievo), il quale ne intercetta un altro poco più avanti (denominato “Alto”) che di tanto in tanto si allarga, curva e si approfondisce e che al momento conclude in 2 salette.  Di fatto tutta la progressione la si fa in sub-orizzontale sul meandro, di pozzi nemmeno l’ombra…”

La grotta si dimostra fin da subito fredda e umida, quindi con passo veloce raggiungiamo la Saletta del Thè. Finchè  aspettiamo gli altri Miguel si infila in un pertugio e mi chiama: “Ade,  ho trovato un buco, vieni a sentire quanta aria tira!  Già che ci sei, portami anche la mazzetta e scalpello!” Torno indietro a prendere gli attrezzi che avevo visto abbandonati poco prima, accanto ad una finestra (la famosa finestra che porta alla zona nuova terminale)  e quando ritorno vedo solo  le gambe di Miguel che spuntano dalla parete.  In poco tempo, a suon di colpi, allarga la fessura  e mi fa spazio  affinché possa  affacciarmi pure io. E niente, sentire l’aria fredda in faccia è sempre una grande emozione.  L’aria è tanta e quando si smuovono i sassi, il fango secco si alza e ti arriva giusto negli occhi… che grande sensazione.

Dopo un po’ decidiamo di abbandonare lo scavo manuale e prendiamo nota di tornare con qualcosa di più adeguato per togliere i sassi ingombranti e passare al di là.

Neanche il tempo di mangiare che Pelliccia e Marcello si incamminano verso la finestra, dove si apre la famosa zona nuova. Io, Miguel e Laura vogliamo seguirli, Bot è un po’ titubante, non sa se venire, ha sentito raccontare cose nefaste dopo la famosa finestra. Si narra di una strettoia verticale in cui si è quasi incastrato anche il famoso speleo Gianki, battezzata successivamente “Strettoia di Dio”. Alla fine lo convinciamo e viene anche lui.

Effettivamente la  strettoia è abbastanza anatomica ma in discesa la forza di gravità aiuta tanto, quindi senza grossi problemi scendiamo tranquillamente tutti.

Arriviamo in una saletta  di crollo, quasi circolare che porta in un’altra saletta dove si vede la corda della risalita di Albertino e Giosuè. Pelliccia è incuriosito e comincia a salire in corda, qualcuno è in fila in attesa di sentire LIBERA, altri si guardano attorno nella speranza di trovare qualcosa di interessante.

Ad un certo punto sento  la voce di Bot che arriva dalla saletta precedente: “C’è qualcuno che vuole infilarsi in un buco?” Non me lo faccio ripetere due volte e in men che non si dica gli sono affianco a spostare sassi per passare nel buco che sembra  aprire un passaggio sotto una frana, una fessura  che lascia intravvedere un ambiente molto più grande al di là. Con un paio di scarpate ben assestate, sfondiamo il passaggio e  riusciamo a passare.

Entriamo in una saletta alta circa 3 / 4 mt, la parete da dove siamo entrati si presenta tutta concrezionata ed è la prima che si vede al Blade. Le altre pareti sono  rivestite da ghiaia e sassi,  dal soffitto escono dei massi grandi come lavatrici che  stanno appesi “con l’opera dello spirito santo”

Do 4 pacche nelle spalle di Bot e gli dico: “Grande Bot che hai fatto il colpaccio! Pensa che non volevi nemmeno scendere!” Mi guarda sorridendo e proseguiamo l’esplorazione.

Cautamente ispezioniamo l’ambiente, attenti a dove appoggiamo mani e piedi. La stanza è grande, ha delle zone in ombra ma non vediamo ulteriori meandri che proseguono la via.

Mi accorgo che esce aria da un buco sotto i nostri piedi. Il pavimento è una frana formata da pezzi di agglomerati di fango-sassi-concrezioni.  Cominciamo subito a scavare, ci raggiunge  anche Laura-detta-Silvia e in tre riusciamo ad aprire un varco che ci permette di vedere che sotto di noi c’è nero e, soprattutto, aria! Siamo sulla strada giusta! Lanciamo un sasso e contiamo fino 3 con ulteriori suoni di rotolamento. Siamo presi dall’entusiasmo e ricominciamo a scavare.

Dopo un po’ ci raggiungono anche gli altri, scaviamo senza attrezzi, e ci diamo il cambio spesso perché i  nostri guanti non sono molto integri, qualcuno è uscito con i polpastrelli lacerati.

Intanto Marcello sposta sassi da un’altra parte, vediamo che dalla sua parte è più facile lo scavo, ma è anche  più rischioso in quanto sotto ai piedi balla tutto.

Rispostiamo lo scavo nuovamente, questa volta più vicino al buco d’entrata.

Li ci sono sassi più grossi, e assisto allo scavo più divertente della mia vita: Miguel lega i nostri pedali ai massi da spostare, li aggancia con il moschettone del suo porta sacco e li solleva a colpi di reni. Applausi!!

Il buco comincia ad allargarsi, e capiamo che il pavimento è  un unico tappo detritico.

L’ambiente sotto di noi si intravvede e ci chiama, ma non abbiamo abbastanza mezzi per continuare lo scavo, comincia a farsi tardi, inoltre il capo cantiere dice che bisogna fare qualche azione per mettere in sicurezza il nuovo scavo.

Salutiamo la stanza delle lavatrici volanti, e tutti contenti ci incamminiamo verso l’uscita.

Anche la strettoia in salita non fa più paura,  passiamo tutti senza nessun imprevisto.

Pelliccia se la deve mettere via: il Blade non si tocca, non si disarma.

Aveva ragione Gianki a scrivere, in un resoconto sul Blade: …non demordete ma siate inesorabili e intensi nel vostro insistere perché del Blade si parlerà molto in futuro”.

Chissà.

 

Ade

un vuoto che senti, è ovunque e si nasconde

Scritto in Esplorazioni da splash 8 Ottobre 2018 | Nessun Commento »

Nuovamente guardando il mondo a testa all’ingiù ieri abbiamo camminato per molte ore nel buio di una grotta.

Pareti fangose e sassi in bilico e aria che arriva da ogni parte, è l’ambiente cupo che ti accoglie. Non è una caverna e non è un abisso. E’ un mistero ancora da svelare il blade runner, resti sospeso tra il fuori e dentro.


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BLADE RUNNER

Scritto in Eventi da Gianki 28 Ottobre 2017 | 1 Commento »

Questa passata estate è stata l’estate del Blade Runner per gli speleo GGT.

Abbiamo aperto le danze al Primo Maggio con una uscita di grotta sotto la neve per la felicità dei presenti (vedi articoli pubblicati sul sito GGT), e abbiamo poi continuato per tutta l’estate. Non ho contato le uscite, ma …leggi tutto… »

Ho fatto cose… discutibili. Cose per cui il Dio della biomeccanica non mi farebbe entrare in paradiso.

Scritto in Esplorazioni da Gianki 2 Maggio 2017 | Nessun Commento »

Versione 2

Blade Runner, il ritorno. Visto che la stagione si apriva e visto che le previsioni… davano bello, abbiamo riaperto le danze al Blade Runner – Altopiano di Asiago …leggi tutto… »

Se solo tu potessi vedere quello che ho visto io con questi tuoi occhi! (B.R.)

Scritto in Esplorazioni da Gianki 26 Settembre 2016 | Nessun Commento »

Sabato 24 settembre siamo tornati al Blade Runner, in una giornata di sole e di grande freddo ipogeo. Infatti la prima constatazione è che abbiamo avuto
probabilmente molta fortuna in questa calda e secca estate, adesso che sono arrivate le prima piogge la grotta si è decisamente rifrescata… o eravamo noi troppo freddolosi? …leggi tutto… »

Blade Runner continua?!!!!!

Scritto in Esplorazioni da claudio 8 Settembre 2016 | 1 Commento »

Allora Gianki andemo?????? Domani alle 8 passo a prenderti.
Notte strana piena di pensieri è da circa un anno che non faccio esplorazione seria e la cosa sembra vada in questa direzione….Controllo i materiali, l’ultima volta ho lasciato a casa uno scarpone e quindi farsi un meandro con una scarpa e uno scarpone mi ha messo duramente alla prova.
Metto quindi tutto in auto così son sicuro che non perdo niente. …leggi tutto… »

Blade Runner il rilievo

Scritto in Eventi da claudio 18 Ottobre 2015 | Nessun Commento »

grazie al meticoloso lavoro di Maurizio ecco il rilievo..hanno partecipato alla sua realizzazione Mirko, Angela

BR_finale_pochikappa

la grotta è parzialmente armata per esplorarla serve una corda da 5 mt per pozzetto ingresso poi si scende al ramo inferiore e si recuperano le due corde poste ancora in loco e con queste si arma il traverso per il ramo superiore.
Il ramo inferiore è praticamente chiuso addosso ad una frana di terra e sassi cementati tra loro. Il ramo superiore invece che si sposta dall’asse principale anche se bisogna lavorarci un pò continua. E’ una bella grotta di più di 300 metri nuova…
Buona esplorazione Claudio

Blade Runner ( il cacciatore di Androidi)

Scritto in Esplorazioni da claudio 14 Settembre 2015 | 1 Commento »

Venerdì sera Maurizio mi conferma la sua adesione e così siamo in quattro Angela Silvia Maurizio e il sottoscritto andremo a caccia di Androidi in quel di Fiara.
Partiamo puntuali, saluto Stefania che passerà una giornata in montagna e carico armi e bagagli delle due Miss.
Ci provano da subito a mettermi in difficoltà sedendosi tutte e due nel sedile posteriore e così invece di liquefarle con la mia pistola anti alieni le invito …leggi tutto… »

Blade Runner……….15 agosto

Scritto in Esplorazioni da claudio 16 Agosto 2015 | 2 Commenti »

Mi alzo presto e scendo le scale esterne di Malga Fossetta e con passo incerto provo a perdere quota.
L’aria è ancora elettrica dal temporale notturno che ha scaricato tutta la sua energia sulle nostre teste.
Il picchiettare intenso della pioggia sul tetto di lamiera non mi ha fatto dormire sonni tranquilli ma si sa che la notte prima di una grande spedizione non passa mai serena.
Maurizio che evidentemente si è alzato prima di me mi chiede se sono operativo, e mentre mi allontano verso un cespuglio gli rispondo te lo dico dopo il caffè. …leggi tutto… »