Il Buso della Rana ha aperto una nuova porta sopra il Ramo Principale, a pochi minuti dall’ingresso. Le divagazioni esplorative iniziate a inizio anno continuano.

Ecco un flash dell’ultima di Lunedì 13 aprile.

Partecipanti: clem, druido, maceria, michelova, paltan e splash

Il druido conosce la grotta e si prepara ad entrare

trova paltan “sprofondato” nell’ambiente

e maceria che è lì da chissà quanto tempo

per cucinare questo broccolo

poi sono avanzati di altri decinaia di metri

per fermarsi in adorazione davanti ad un pozzo, un camino e…..

Ecco l’articolo scritto a inizio anno da Claudio Barbato per il sito Buso della Rana.it

Nasce da una intuizione di Frank il nuovo ramo sopra il Principale. Poco dopo il Salone della Lavina, sulla destra risalendo, si incontra una fessura in alto quasi a soffitto che abbiamo disostruito artificialmente. Due uscite per aver ragione della fessura e poi si arriva alla base di un camino largo tre metri impostato su faglia e molto “manitoso” ( dotato di abbondanti concrezioni a manina).
Si risale per 15 metri sino ad intercettare un meandro che a valle scende lungo il Ramo Rrincipale per qualche centinaio di metri e sembra spostarsi sul lato Poscola (stiamo facendo il rilievo). Il meandro ha l’aspetto di una condotta forzata sfondata in molti punti e in due sicuramente collegati con il Principale sottostante.
Le pareti sono annerite da piene precedenti e si nota chiaramente che lì l’acqua ci passava alla grande. L’altra cosa che si nota è l’abbondanza di concrezionamento e di residui di ossa di vertebrati. Sul pavimento dove non c’è roccia c’è sabbia mista a fango e sembra di essere a Frasassi (ovvio in piccolo) ci sono anche sempre per gli occhi delle cristallizzazioni di gesso???? presente in altri rami. Superato questo tratto stupendo si entra in un ramo concrezionato e zeppo di stalattiti sopra sotto e di fianco tanto che al di là abbiamo mandato solo un operatore con la videocamera per non rovinare questa selva di stalattiti. Vicino, al di la di una frana disostruita, c’è un camino con una nera finestra che dice “dai, su, vieni a vedere” ancora da risalire.
Torniamo al primo camino a monte; superato un traverso si entra nel meandro e lo si percorre in un saliscendi per circa 150 200 metri che aggiunti agli altri 300 circa fanno mezzo km di grotta nuova a 1 ora dall’ingresso del ramo ancora battezzabile. Il meandro a monte continua ma siamo fermi per mancanza di tempo.
Ora le explo sono aperte a tutti basta contattare Claudio Barbato.
Il ramo per ora non intercetta il vicino Ramo e Camino Silvestro che invece taglia perpendicolare il Principale per dirigersi verso il Ramo Trevisiol.
Se volete vedere qualcosa ci sono dei filmatini su YouTube basta cercare “claudiocarsico” e vedere i filmati pubblicati.

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