meandro con torrente

meandro con torrente

Domenica giornata di piogge intense e di conglomerati trevisani, quindi sveglia presto e ritrovo a Giàvera con tutti gli altri; inspiegabilmente siamo tutti puntuali nonostante sia una giornata che invoglia molto a starsene altri 15’ a letto, piu che altro a restarci e basta.
Siamo, oltre al sottoscritto: Andrea P, Franco e Diego del Trevisiol, il Boa del GGS, Alberto, Claudio detto Dado, Stefano, Lorena e Paolo del gruppo di Treviso, che ci faranno da guide, Claudia, Stefano,Alessandro e Giorgio del Roner , e ci son anche due ragazzi veronesi del GAM Alan e Fabrizia, e Marta del Proteo, insomma un sacco di gente; dopo aver scartato l’idea di fare il giro dei bar di Treviso invece che andare in grotta, la carovana parte per il Montello, destinazione Castel Sotterra per vedere i rami inferiori concrezionati, attivi, bellissimi e ovviamente infangati.
Avvicinamento breve per pendii fangosi e spinosi di robinie e in un attimo siam in Sala Saccardo, il soggiorno del Sotterra: subito quelli di noi che non son stati mai nel conglomerato restano colpiti dalla particolare conformazione della roccia, che ha un aspetto butterato, mangiato, con centinaia di piccole cavità e di ciottoli incastonati nelle pareti, spettacolo quest’ultimo che qualcuno per deformazione professionale subito assimila al “calcestruzzo de na volta”…

pranzo in riva al torrente

pranzo in riva al torrente

Poi si scende un pozzetto e via per sale e salette, tra cui Sala del Caos, con massi di crollo e un bellissimo scollamento del soffitto; Lorena del Treviso ci dice che dalle prime volte che lo aveva notato diversi anni fa, è aumentato, segno che il conglomerato si modifica anche in tempi relativamente brevi…
Si continua tra il Ramo degli Argilloni, la fallica e pantanosa Sala delle Allieve, il meandro della Battaglia, mentre scopriamo che contrariamente ad ogni aspettativa il fango ci piace sempre di più, con i più artisti che occupano i tempi morti modellando l’argilla in forma del loro oggetto di desiderio .

 

 

 

 

il fiume sotterraneo

il fiume sotterraneo

Scendendo ai rami inferiori attivi si percorre la base di un alto meandro con un torrentello sul fondo, spettacolare, poi si imbocca un bellissimo tunnel largo anche quasi una decina di metri in cui scorre tranquillo un torrente che seguiamo, salendo per vaschette di concrezionamento e imboccando alla fine del nostro percorso, un breve meandro “ a misura d’uomo”, in cui per non farsi il bidè bisogna fare manovre da Manolo; questo cunicolo ci porta alla conclusione del nostro tour: una cascata di una ventina di metri che scende da un camino e che restiamo ad ammirare beati; da qui si deve tornare indietro, faremo una deviazione che ci porterà a percorrere lo stesso meandro alto di prima ma da sopra, permettendoci di ammirare soffitti che sembrano dei pavimenti alla veneziana naturali…. insomma se non ci siete mai andati, andateci!!!! Alla fine pian piano torniamo sui nostri passi e usciamo in direzione birra-pizza-birra.

 

concrezioni

concrezioni

 

cascata finale

cascata finale

Bella uscita, bellissima grotta con un sacco di bella gente da 6 gruppi diversi e un team di fotografi degni del National Geographic supportati dai 1500 lumen cinesi di Alberto, quindi grazie mille per la bella giornata alle nostre guide trevisane che mi perdoneranno se ho cannato qualche dettaglio morfologico-spaziale e/o la corretta sequenza degli ambienti della grotta.

Ciao a tutti!!!!!!!!

Nicola