Di qua prosegue la grotta!

Di qua prosegue la grotta!

Fernando Deluso

Fernando deluso

Fatto il bucato

Mercoledì l’altroieri ho raccolto l’invito disperato di Fernando e dopo il lavoro invece che fiondarmi a casa e farmi un paio di mojitos rinfrescanti sono andato a Caltràn Cemetery e lì col Fer, dopo una birretta apotropaica, abbiamo fatto finta che non piovesse e ce ne siamo andati in Altopiano zona Zingarella.
Quando abbiamo parcheggiato ha iniziato a piovere e noi abbiamo dovuto nasconderci sotto una pianta a fumare per far passare l’acquazzone. L’Abisso Primo lo avevo lasciato un mese fa con le operazioni di gran pulizia della testa del secondo pozzo, è stato un piacere scoprire il secondo pozzo e la nuova via di discesa, abbastanza protetta dai sassi.
Sul fondo sorpresa, per arrivare in zona da risalire c’è un meandro del cazzo (il solito meandro del cazzo)che si preoccupa subito di massaggiare per bene le mie membra già provate da una mattinata di camion e co. Vabbè.
La zona da risalire non ci concede molto, il soffitto chiude inesorabilmente agli sforzi di un lodevole Fernando che imitando Manolo arrampica avanti e indietro con la simbolica protezione di un kevlar sfilacciato e di tanta tanta grinta. Poi si spacca l’accendino ma Fernando viene in grotta senza cibo nè acqua ma con ben DUE accendini e così si può fumare.
Disarmiamo un breve tratto ma non sono esaurite le possibilità esplorative di questa zona molto arieggiata, verremo ancora qui a ficcare il naso e qualcosa troveremo. Intanto sono le 11,30 e siamo qui in pace con tutti mentre c’è tutto il mondo fuori, come diceva una volta Vasco. Intanto, siamo qui e non nella bassapadana a ciucciarci afa e pensieri. Qui pensieri non ne abbiamo.
La risalita è la solita sequenza di respiri, pensieri, movimenti, evaporazioni, immagini e illusioni che come un mantra ipogeo rende lo speleologo (ignaro o conscio) un misto tra uno yogi tibetano, un frikkettone olandese e un maratoneta greco con la stipsi.
L’uscita ci regala una bella stellata serena, la discesa mi regala un moschettone in bella vista sul sentiero che all’andata non c’era (misteri, misteri) e il ritorno in auto mi regala quattrochiacchere a notte fonda davanti alla birra e a stuzzichini con salsa piccante in Altopiano con un Fernando che non ha mai freddo e una notte dove le ore scorrono a volte veloci e a volte lente.
Alla prossima Fer, speriando che la Flaca ti lasci ancora questi brevi spazi di libertà assoluta al mercoledì che si chiamano BOCCATE DI OSSIGENO IPOGEO e che allungano lo sguardo verso non so dove ma comunque lo allungano.
Gianki.

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