Il mio nuovo lavoro mi prende molto più tempo ed energie del previsto ed è da un po’ che non vado in grotta… non bene…
Ma la voglia di infrattarmi in qualche buco rimane intatta però e quindi decido di organizzare una gita all’Abisso Gallo Cedrone per sabato 9 settembre, non l’8 perchè a Vicenza è festa (ma non per il sottoscritto) e neanche il 10 perchè il meteo ha messo diluvio universale…
Rispondono all’appello pochi arditi: il solito Gianki, il redivivo Fabio, l’inossidabile Katia e la volenterosa Ade.
L’idea dell’uscita è molto più semplice del solito questa volta: una spele-gita tanto per non starsene a casa e smaltire lo stress settimanale.
Si prende, si va al Gallo, si controllano gli armi per vedere se è fattibile inserire la grotta nel prossimo corso d’introduzione, ci si guarda in faccia e si torna a casa.
Niente trapano, niente corde, niente ancoraggi, niente moschettoni, solo cibo, acqua e un fornellino.
Durante la settimana le previsioni peggiorano un po’ e mettono forse pioggia il pomeriggio/sera, la Ade, che avrebbe venduto l’anima per esserci, deve dar forfait all’ultimo, gente che organizza altro per il giorno prima per paura del meteo, la Katia che dovrebbe lavorare il sabato… mah, va a finire che salta tutto….
Ma alla fine il Dio delle Grotte cambia idea nei nostri confronti e alla fine al parcheggio di VI EST ci troviamo in 4: io, Gianki, Fabio e Katia che nonostante tutto è tra noi.
Il tempo è molto brutto, non piove ma sembra che in procinto di rovesciarci secchiate d’acqua da un momento all’altro…
Ma noi ormai abbiamo deciso, ci cambiamo al Sacello di Malga Fossetta e ci avviamo verso il Gallo.
Il pozzo d’ingresso lo arma la Katia (che se l’è cavata egregiamente), mentre io preparo l’unico sacco da portare.
La discesa nelle profondità del Gallo mi fa tornare in mente tutte le uscite ben spese ad esplorarlo… che bellezza!
Ma proprio durante questo viaggio tra i ricordi e posti spettacolari ecco una cosa inaspettata: il vecchio Gianki trova in un luogo sperduto delle PISOLITI!
Tra noi 4 il solo Gianki le aveva già viste dal vivo e, dato che nessuno aveva una macchina fotografica, ne abbiamo raccolto 1 a testa come ricordo e prova della fantastica scoperta.
Questo dovrà essere l’unico “prelievo” di queste straordinarie formazioni calcaree (no Nereo, non ti do la mia per farla a fettine).
Ma il bello è che, oltre alle pisoliti, forse abbiamo trovato una prosecuzione della grotta!
Bisognerà tornarci in quei luoghi sia per fotografare (e basta) le pisoliti, sia con trapano, ferraglia e corde per scendere il nuovo pozzo trovato.
Una volta tornati alla macchina (sempre graziati dal meteo) facciamo una foto al nostro bottino tanto per far rodere un po’ il fegato in amicizia ai nostri colleghi del GGT e ci avviamo verso una meritatissima birra, a cui poi si è aggiunta una pizza giusto per concludere nel modo migliore la giornata.
Ad un anno circa dall’ultima discesa al Gallo Cedrone questa grotta ci regala ancora delle belle sorprese.

Ma guarda te in cosa è diventata una semplice sgambatina in grotta senza alcuna pretesa….

Pelliccia