buso della rana in Frankigna da Franko e Mac

Scritto in Esplorazioni da maceria 29 Gennaio 2011 | Nessun Commento »

Relazione circa le gite fatte al buso della rana in Frankigna da Franko e Mac

Sabato 22 e venerdì 28 gennaio 2011 Franko e lo scrivente sono andati in Frankigna a fare due cose:
-testare Franko dopo mesi di inattivita, a causa dell’ernia (procuratasi in rana, guarda caso)
-continuare la famigerata risalita Mirko e Mario, da un’anno lasciata a decantare.
In due giornate siamo saliti di circa 20 metri e …leggi tutto… »

SPALUGA DE LUSIANA

Scritto in Gite Speleo da splash 12 Gennaio 2011 | 1 Commento »

…e pensare che ogni volta ci si passava davanti immancabilmente qualcuno tirava fuori il ricordo di quel camion che durante la prima guerra mondiale è caduto dentro con un sacco di soldati morti. La Spaluga di Lusiana e i suoi 110 metri di pozzo iniziale è sempre lì, pauroso accesso per il ventre della terra.

Ritrovo alle 8 a casa di Maceria. Preparati i preparativi, teutonica carica…punto blu guidata dal non ancora patentato Figata e si parte.

Poca neve in giro, si vede che ha piovuto.

Arriviamo su e parcheggiamo in curva (c’è uno spiazzo). Ci si veste e ci si avvicina. Dopo metri e metri (un paio di minuti) ed eccoci. L’abisso fatto abisso. Brividi lungo la schiena e giù per il sedere…si ride e si parla del + e del – . Corde, spit, anelli, placchette e moschettoni. Abbiamo preso tutto…vero? Si dalla sede si…dalla macchina…forse manca un sacchetto! Poco importa se a guidare l’armo c’è uno che si chiama Maceria. Parte e scende, ci avverte subito che qualcosa non va. Il ghiaccio ricopre le pareti del pozzo, le stalattiti penzolano sulle teste di eventuali avventurieri…disdetta! Cosa non va, ci sono troppi rischi, l’acqua corre sul ghiaccio e il ghiaccio diventa tenero e pericoloso.

Mac torna su e scuote la zucca. Impossibile!

Tusi!!Magnemo un panin!!dice qualcuno…

C’è bisogno di un volontario, si armi una seconda calata e si scenda a pigliare a calci il ghiaccio, qualcuno deve liberare la via…e così il temerario Figata scende. Contemporaneamente Maceria dall’altra parte si cala ed insieme cominciano l’opera di distruzione.

Rumori inquietanti arrivano dal fondo. Passa il tempo e finalmente la faccia di Mattia compare dalla calata opposta a quella dalla quale era sceso (è bagnato fradicio, ma felice per aver preso a calci il ghiaccio…karate kid fa un baffo n.d.r.).

In sequenza scendiamo io, fatina e fisico, chiude Mattia. Ci ritroviamo tutti con Maceria nel posto peggiore dove potevamo sostare…

Armo del traverso, cengia di sosta e calata finale.

Salone fantastico, colate di ghiaccio dapertutto! Incredibile.

E’ ora del brodino e dei panini! C’è chi ha già fatto molto e ne ha proprio bisogno…

Clik fa le foto…Clik le foto…Clik??!!? …ci sono faretti nuovi e canon bestiale da provare (per fortuna ho un cavalletto di scorta a casa e l’ho portato con me). Ci provo io…20 foto mosse o fiappe…vabbé, bravo lo stesso. funziona tutto, focale, tempo, iso, memoria mia e della macchinetta ecc. ecc.

Si riparte e si torna in superficie. 110 metri ci aspettano. Per chi è abituato non sono molti, per il nostro gruppo sono un’incognita, tra scarsi allenamenti e freddo pungente non si sa con precisione come e quando si uscirà. Meglio quindi partire.

Primo pozzo, traverso, secondo pozzo…Maceria dirige il disarmo, SCDA porta i sacchi e trottolino Figata disarma.

Ore 18.30 i 5 escono al buio della sera che già è calata sulla strada che porta verso Monte Corno.

Guardiamo il buio provenire dal fondo e tutti concordiamo nel dire CHE FIGATA!

Serata passata in pizzeria (6 euro menu completo…), contenti della giornata che poteva essere molto negativa a discutere del resto.

1° giornata di rilievo del Sistema Carsico del Monte Corchia

Scritto in Esplorazioni da maceria 1 Gennaio 2011 | Nessun Commento »

 

Uscita speleologica del 11/12 dicembre 2010

ovvero

Dai, contribuiamo anche noi al ri-rilievo del complesso Corchia/Figherà/Farolfi.

Prologo:

Varie Mail Da parte di Giorgio (nonno) del GAM girate da Clik alla lista di posta elettronica del GGT, che proponevano di partecipare alla campagna promossa dalla Federazione Speleologica Toscana: 1° giornata di rilievo del Sistema Carsico del Monte Corchia.

Colazione a casa di Figata, viaggio fino a Verona per incontrare Click ed il Nonno, traslocare tutto il materiale (proprio tutto! Vedi foto allegata)

disperata scelta dei materiali

dalla macchina di Maceria (detta “Teutonica”) a quella del Nonno (detta macchina “Cagnon”) e dirigersi verso sud in direzione Marina di Massa.

Arrivo del “gruppo Veneto”, così definito dai toscani organizzatori, al Vallechiara, nota locanda di Levigliani gestita da Piera, una alquanto esuberante signora, attorno alle tre del pomeriggio.

Dopo una serie di panini&birre, caffè, bicchieri di vino rosso, ecc… seguendo l’ormai consolidata tradizione speleologica di prendersela con calma, dopo una riunione sulla divisione dei compiti, dopo la preparazione dei materiali all’aria frizzante della sera e dopo la lauta cena offerta dalla FST il quartetto assieme a un gruppo di sei toscani e cinque napoletani (o siciliani? Mac mi sembravano siciliani…), inizia finalmente ad incamminarsi verso la grotta.

Obiettivi:

Rilievo di alcune zone della Traversata Classica e in particolare:

Gruppo napoletano – il tratto iniziale vicino all’ingresso Eolo;

Gruppo Veneto – ramo ancora da rilevare di circa 50m con ingresso a destra appena dopo il canyon;

Gruppo toscano – ramo dopo il Pozzacchione (… un saliscendi di rami intricati che mi sa che neanche loro han capito bene da che parte andavano…)

Fatti:

Era oramai l’una di notte.

speleo in attesa

Entrati dalla buca di Eolo (dalla quantità di vento ivi presente), praticamente quasi l’unico punto del percorso in grotta dove occorre strisciare, ci si trovava praticamente a camminare in ventose gallerie per ore ed ore, calandosi in bei pozzi che per la metà della strada sono scavati in bianco marmo: fantastico!

galleria ventosa

 

ancora gallerie

Ci siamo divisi nei tre gruppetti, con l’accordo di ritrovarci con le altre squadre alla fine del lavoro, in un determinato punto della grotta.

Il nostro rametto da rilevare (l’unico stretto percorso della grotta visitato) si trovava a lato di un alquanto arieggiato bivio; tale rametto doveva congiungersi con un altra via d’accesso al complesso e andava rilevato in modo da chiudere la poligonale e sciogliere uno dei tanti dubbi e incertezze ipogee.

preparativi al rilievo

Forti della meandrosa esperienza dell’abisso Spiller

didattica dei meandri in Spiller

i nostri non incontrarono problemi e nel giro di un’ora tutti i dati furono raccolti (click li aspettava semi-dormiente o semi-incoscente, o sema e basta…e comunque molto raffreddata, alla base del camino).

ma guarda te che bel

Erano ormai le tre di notte.

Però faceva un freddo cane. Che fosse per l’aria?

Dopo una frugale merenda, un ottimo the/brodino/caffè, si ripartì per unirsi al resto degli speleo e si ricominciò la sequenza di gallerie, pozzi, sale e grandiosità varie di questa fantastica grotta.

 

speleo riuniti al dopolavoro

Riunti al resto dei gitanti rilevatori e dopo numerose soste ed attese, si arrivò alla parte della grotta attrezzata con passerelle ed illuminazione fotonica: il Corchia turistico.

Wow! Ma questa si che è una Figata! (tanto per citare).

più grotta per tutti

Erano ormai le 7 della mattina.

Carrellata di foto e via verso l’uscita che si faceva tardi.

Lungo la strada di ritorno autorevoli incontri:

Il Badino,il socio e lo speleologo medio

Nel frattempo l’autista (il Nonno) s’era da tempo dileguato, uscendo prima degli altri di almeno un’ora.

Era ormai giorno, domenica e neanche presto: le undici di mattina!

Per qualcuno era la prima volta che passava tutta la notte in grotta

passaggi

sempre acceso.

Alla fine, ubriachi di stanchezza ci siamo tutti diretti alle auto fortunatamente parcheggiate nei pressi della ventosa uscita e dopo una merenda a base di salame e vino rosso, si ritornò al Vallechiara per ulteriore pranzo/spuntino.

Saluti, baci ed abbracci ed il “gruppo Veneto” partì in direzione Nord, salvo poi fermarsi in un’area di sosta per dormire (il sonno pericolosamente imperava sopratutto all’autista).

Attorno alle sei di domenica i nostri arrivarono felici a destinazione e stanchi ma contenti si salutarono ricordando la fantastica gita in terra toscana.

Epilogo

Oltre il divertimento, il turismo ipogeo e la stanchezza ecco quanto fatto.

rilievo corchia 1-500freddo e fatica:il risultato