…e pensare che ogni volta ci si passava davanti immancabilmente qualcuno tirava fuori il ricordo di quel camion che durante la prima guerra mondiale è caduto dentro con un sacco di soldati morti. La Spaluga di Lusiana e i suoi 110 metri di pozzo iniziale è sempre lì, pauroso accesso per il ventre della terra.

Ritrovo alle 8 a casa di Maceria. Preparati i preparativi, teutonica carica…punto blu guidata dal non ancora patentato Figata e si parte.

Poca neve in giro, si vede che ha piovuto.

Arriviamo su e parcheggiamo in curva (c’è uno spiazzo). Ci si veste e ci si avvicina. Dopo metri e metri (un paio di minuti) ed eccoci. L’abisso fatto abisso. Brividi lungo la schiena e giù per il sedere…si ride e si parla del + e del – . Corde, spit, anelli, placchette e moschettoni. Abbiamo preso tutto…vero? Si dalla sede si…dalla macchina…forse manca un sacchetto! Poco importa se a guidare l’armo c’è uno che si chiama Maceria. Parte e scende, ci avverte subito che qualcosa non va. Il ghiaccio ricopre le pareti del pozzo, le stalattiti penzolano sulle teste di eventuali avventurieri…disdetta! Cosa non va, ci sono troppi rischi, l’acqua corre sul ghiaccio e il ghiaccio diventa tenero e pericoloso.

Mac torna su e scuote la zucca. Impossibile!

Tusi!!Magnemo un panin!!dice qualcuno…

C’è bisogno di un volontario, si armi una seconda calata e si scenda a pigliare a calci il ghiaccio, qualcuno deve liberare la via…e così il temerario Figata scende. Contemporaneamente Maceria dall’altra parte si cala ed insieme cominciano l’opera di distruzione.

Rumori inquietanti arrivano dal fondo. Passa il tempo e finalmente la faccia di Mattia compare dalla calata opposta a quella dalla quale era sceso (è bagnato fradicio, ma felice per aver preso a calci il ghiaccio…karate kid fa un baffo n.d.r.).

In sequenza scendiamo io, fatina e fisico, chiude Mattia. Ci ritroviamo tutti con Maceria nel posto peggiore dove potevamo sostare…

Armo del traverso, cengia di sosta e calata finale.

Salone fantastico, colate di ghiaccio dapertutto! Incredibile.

E’ ora del brodino e dei panini! C’è chi ha già fatto molto e ne ha proprio bisogno…

Clik fa le foto…Clik le foto…Clik??!!? …ci sono faretti nuovi e canon bestiale da provare (per fortuna ho un cavalletto di scorta a casa e l’ho portato con me). Ci provo io…20 foto mosse o fiappe…vabbé, bravo lo stesso. funziona tutto, focale, tempo, iso, memoria mia e della macchinetta ecc. ecc.

Si riparte e si torna in superficie. 110 metri ci aspettano. Per chi è abituato non sono molti, per il nostro gruppo sono un’incognita, tra scarsi allenamenti e freddo pungente non si sa con precisione come e quando si uscirà. Meglio quindi partire.

Primo pozzo, traverso, secondo pozzo…Maceria dirige il disarmo, SCDA porta i sacchi e trottolino Figata disarma.

Ore 18.30 i 5 escono al buio della sera che già è calata sulla strada che porta verso Monte Corno.

Guardiamo il buio provenire dal fondo e tutti concordiamo nel dire CHE FIGATA!

Serata passata in pizzeria (6 euro menu completo…), contenti della giornata che poteva essere molto negativa a discutere del resto.

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