Domenica primo maggio,ci siamo ritrovati alle 10.30 in pasticceria a Isola Vicentina Io, Clik, Maceria, Pietro, Figata, Filippo e Alessandro ( un coinquilino di Maceria ).
Dovevamo accompagnare in Rana per una gita didattica sul carsismo Gazzola Cristiano, un coordinatore scolastico di Montecchio Precalcino, assieme ad altri due docenti e 15 alunni delle medie.
Avvenuto l’incontro ci siamo avviati per la nostra meta. Arrivati al parcheggio della Rana abbiamo cominciato ad attrezzare i ragazzi; è  stato più impegnativo che fare l’escursione in grotta, perchè fra le ciacole, domande e confusione, sembrava di tenere ferma una covata di pulcini che scappavano da tutte le parti.
Sembra impossibile ma ci siamo riusciti! Alle 12.00 eravamo davanti l’androne. Dopo le presentazioni, foto, una breve descrizione della morfologia e intinerario che avremmo fatto, siamo entrati in grotta. I ragazzi si sono subito mostrati entusiasti e curiosi del nuovo ambiente, ed era evidente la fatica che avremmo fatto a contenerli. Dopo alcune titubanze per passare il sifone, ci siamo preparati ad attraversare la ferrata del laghetto di Caronte. Con stupore, alla fine del tratto vi era ormeggiato un canotto con relativi giubbotti di salvataggio; più tardi saremmo venuti a conoscenza che nel salone Della Lavina vi erano 80 escursionisti di Brescia. Tutto procedeva nel verso giusto,  finchè al bivio cascata /sala nera a Rocco, un bambino del gruppo,  era salita la febbre.  Si decise, dopo averlo riscaldato con un thè, di farlo uscire con Clik,  la quale si offerse volentieri come fa una sorella maggiore con il fratellino.  Nel frattempo la comitiva di Brescia con grande allegria, stava uscendo dalla sala nera e si apprestava in direzione del sifone. Riordinata la squadra si riprese il cammino verso Sala Della Lavina, durante il tragitto, i ragazzi mostravano  chi stupore, chi finto interesse, ma si capiva che dal loro modo di comportarsi, stavano divertendosi un sacco.

Arrivati ala nostra meta, si fece dopo un momento di convivialità, il buio assoluto, spegnendo le luci e pochi minuti dopo riaccendendole una per volta. Fu un momento di raccoglimento di gran significato, e dimostrava a tutti, quanto importante è la luce in quel luogo affascinante.

Dopo aver sorseggiato del thè caldo e chiacchierato un pò, siamo ripartiti per il ritorno, il quale è stato più rapido dell’andata.

Per strada ritrovammo Michela, che nel frattemo era rientrata dopo aver riportato Rocco ai genitori.

Siamo usciti prima delle 19.00, con i ragazzi stanchi, ma sicuramete divertiti.

M piace pensare che questa gita  sia stata un esperienza particolare per tutti, e chissà, forse qualche giovane nuovo esploratore del mondo sotterraneo era fra di noi.

Ciao a tutti. Clem

 

 

 

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