Il Franco ci coinvolge in un’altra avventura: visita ad una sorgente che scaturisce da un covolo, con un sifoncino finale. Ed ecco la squadra: Franco capogita e operatore video, Albertino sub di turno, Maurizio sherpa ad honorem. Partiamo seguendo il navigatore di Franco che indica la via più corta: Chiampo, Selva di Progno, Velo Veronese, su stradine con 56 tornanti. Certamente la più corta, ma non in termini di tempo. Il posto è decisamente interessante, una lunga parete di roccia dove si aprono una serie di covoli, il tempo è grigio scuro.

Ecco il nostro covolo, ci prepariamo, entriamo: 10 metri di galleria a dimensione giusta, una strettoia, altri 10 metri un po’ meno giusti e siamo al sifoncino. Albertino entra di testa con un bombolino in mano, ma non riesce a progredire, i piedi rimangono sempre fuori. Esce, aspettiamo 10 minuti che l’acqua si pulisca e ci riprova. Niente da fare, il laminatoio che si presenta è troppo basso. Qualche immagine subacquea per convincere Franco che è proprio stretto e facciamo marcia indietro. Fuori facciamo visita al Covolo dell’Orso, con un cancello di ingresso in ferro battuto a forma di ragnatela, devono aver speso una cifra per farlo.

Facciamo appena in tempo a cambiarci che si scatena una bufera, scendiamo a passo d’uomo verso il paesino e ci rintaniamo nell’unico baretto-tabaccheria-drogheria-fornaio ad aspettare che passi, davanti ad un bicchiere di rosso e ad un panino con soppressa semplicemente clamoroso.

Da Meda Maurizio

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