Oggi siamo in tre (Frank, Splash e il boa)., una squadra snella per proseguire l’esplorazione dove ci eravamo fermati questo inverno, sopra una discesa verticale. Velocemente raggiungiamo il pozzo che porta al secondo sifone, io e Frank illuminiamo lo scivolo nero ed immaginiamo nuove immersioni laggiù. Risaliamo il camino e con qualche difficoltà ritroviamo la via, tra il dedalo di massi di questa frana riempitiva,

Splash varca uno streeetto passaggio nella frana del camino

raggiunta la strettoia verticale la armiamo con due gradini che ce la fan superare in un battibaleno.

Splash nella strettoia verticale, vista dall'alto

A Splash abbiamo descritto questo passaggio come l’entrata in un posto alquanto streeetto, ma soprattutto l’uscita ne descrive bene la similitudine, anche per il colore (marrone) assunto dallo speleologo che da lì scivola rapidamente fuori……… Stessa difficoltà di orientamento troviamo nella sala superiore (ciò è indice di ambienti articolati e da rivedere), poi finalmente imbocchiamo il meandro giusto che con le sue concrezioni ci affascina e strappa a Splash una serie di “che figata”.

concrezioni a cortina, aho, cheddici...... io a Cortina ci vado a sciare.

concrezioni a vaschetta nel meandro superiore

La diaclasi che sovrasta il meandro ha incastrati una moltitudine di ciottoli, perfettamente arrotondati dall’acqua e noi sognamo una risalita che ci farà scoprire gallerie immense e lunghissime, che ci terranno in esplorazione per i prossimi 30 anni.

Frank ispeziona in libera la diaclasi

Ma oggi abbiamo un altro obiettivo e allora attrezziamo una breve risalita, parecchio esposta, con uno spezzone di corda a nodi ed attraversata la strettoia ( là dentro mi viene sempre in mente la scena di quando gli eroi, del primo Guerre Stellari, stavano per essere schiacciati dal tritura rifiuti dell’astronave imperiale),

Splash ed il boa affrontano la strettoia

raggiungiamo il pozzo misterioso. Lo armiamo con una corda di 12 metri, così per sicurezza, visto che l’altra volta volevamo scendere in libera, e ci caliamo, col cavolo scendere in libera!!!, proprio di un bel pozzo in diaclasi si tratta, con le pareti liscie ricche di scallops e visibilmente percorse dalle piene.

il boa scende il pozzetto

Si atterra coi piedi in acqua e qui il pozzo intercetta, nel mezzo, un laminatoio semiallagato che percorriamo, da una parte, per circa 20 metri fino ad un bivio, dove le dimensioni si fanno proibitive (bisogna portare una maschera col tubo)

sotto al pozzo da 10

il meandro sotto il P10 che presto diventa laminatoio

il laminatoio

ameno paesaggio

 

vediamo di passare senza rompere và

concrezione a tarzanello

Frank ci prova e dice "no,no"

Frank ci prova anche dall'altra parte

su, su, fattene una ragione, esiste anche altro nella vita, la birra, il formaggio e........, o no ?

e dall’altra, per altri 20 metri, fino ad una strettoia nella misura verticale, oltre la quale Frank vede dimensioni di nuovo umane. Capelli d’angelo ovunque ed una simpatica concrezione dalle sembianze GROTTESCHE HE HE HE.

che sia questo il drago del Gorgo Santo ?

Splash ed il boa freschi come le rose

Il freeeddo ci assale, soprattutto il boa, e velocemente decidiamo di raggiungere l’uscita dopo 6/7 ore di buio.

La solita birra al bar Posta e via.

boa

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