Con oltre due mesi di ritardo mi ritrovo a spremere le meningi per scrivere qualcosa su una strana uscita in grotta fatta a Faedo il 10 di Marzo, ancora in clima “festa della donna”. Siamo Io, Ade e Miki.

Ma per catturare la vostra attenzione inizierò dalla fine, dalla vera risposta alla domanda “perchè andare al Viperotto?”. Se siete appassionati della bruschetta, a fianco della chiesa di Faedo troverete un bar… ma cosa dico un bar! un Tempio della nobile arte della Bruschetteria che solo a pensarci mi parte la salivazione. Andateci, punto.

 

Dopo avervi ben motivati però, passiamo all’altra faccia della medaglia, appunto il Viperotto. Il suo nome dovrebbe già mettervi all’erta: siete proprio sicuri di volerci andare?

Ammaliati dalla subdola serpe vi ritroverete all’ingresso della grotta, che vi sembrerà anche invitante “Figo!” penserete all’inizio. Capirete solo all’uscita che farlo nel senso opposto è un po’ meno figo.

Verso il fondo della grotta poi vi attende una strettoia:
Ricordo la Ade che ci si infila e cerca di spiegarmi il modo migliore di affrontarla. Io la lascio parlare, ma ho già deciso che non ho neanche voglia di provarci. Cedo il passo alla Miki e giuro che anche a lei sono serviti alcuni minuti e svariate parolacce prima di riuscire a passare. Non dico che sia una strettoia impossibile (a patto di non avere la panza) ma un po’ da masochisti sicuramente si.

 

 

 

Per la risalita poi aspettatevi fango, tanto bel fango appiccicoso tipo Mangiaterra, con i bloccanti intasati da chiudere spingendo con le dita ad ogni tiro.

A parte questo la grotta dà soddisfazione, e mi è piaciuta davvero. Ci sono un paio di bei pozzi, profondi e anche larghi. E fossili di conchiglie e coralli veramente molto belli. Solo non fatevi ingannare dalle dimensioni, il Viperotto è piccolo ma velenoso.

 

 

 

 

 

Beh, velenoso per me. Le ragazze all’uscita erano fresche come mimose, solo un po’ infangate. Ma hanno subito provveduto andando al fiume a lavare i panni   🙂

 

 

 

 

 

Mirko_R