Datemi una leva e vi solleverò il Mondo

Scritto in Gite Speleo, Soccorso da pelliccia 31 Gennaio 2020 | Nessun Commento »

E’ gennaio e il freddo mette le ganasce agli uomini di buona volontà.

L’attività speleologica è notoriamente ai minimi termini in questa fase dell’anno ma, nonostante il Generale Inverno stia imponendo una tregua forzata, è successo qualcosa che da molto tempo non accadeva nel G.G.T.

 

E’ stata proposta dal Presidente un’uscita semplice per coinvolgere i neo-ex-corsisti e, dopo una buona adesione da parte loro, si sono aggiunti parecchi nomi che, penso io, erano anni che non si vedevano dentro la stessa grotta e nello stesso momento.

Quindi i partecipanti totali saranno: Diego, Katia, Michela, Simone, Giosuè, Enri, Paola e il sottoscritto, più Giada, Davide, Andrea e Fabio gli neo-ex-corsisti a cui si sono aggiunti poi anche Mirko e Marco come mascotte fino agli ingressi delle grotte e Filippo per un veloce e caloroso saluto al bar.

 

Mancava una destinazione: o Buso del Prestigio o Voragine dei Barbato?

Perchè andare al Prestigio dove bene o male ci sono già stati tutti, quando si può andare alla Barbato, storico luogo del G.G.T. ed ex- grotta più profonda dei Berici prima della scoperta dell’Abisso Mangiaterra?

E infatti si decide per la Barbato, grotta appunto storica del G.G.T., usata, dicono,  anche per i propri corsi d’introduzione tempi addietro e, da un po’ di anni, dimenticata dal gruppo stesso in quanto i frequentatori storici sono stati via via sostituiti da nuove leve con nuovi pensieri, nuove energie e, magari poco attenti alle risorse già esistenti.

Si va dunque alla Barbato, con rilievo e scheda d’armo ufficiali praticamente inesistenti,  ci affidiamo ad una delle ultime persone che ci è stata: Mirko.

La grotta è stata scoperta “grazie” ad una cava di Pietra tenera di Vicenza che l’ha intercettata in un punto intermedio.

Quindi di fatto c’è una parte sopra la cava ed una sotto, quest’ultima è accessibile dall’interno della cava stessa.

Nonostante facciano parte naturalmente dello stesso sistema, le due grotte sono morfologicamente molto diverse: quella superiore è percorribile tranquillamente senza imbrago dato che è sub-orizzontale ma soprattutto è estremamente bella!

Poche grotte hanno un così gran numero di concrezioni di varia natura. Ne è valsa la pena di infilarsi in quell’ingresso tanto piccolo…

La parte inferiore di grotta invece è prettamente verticale: una serie di pozzi lisci e puliti con poche parti concrezionate.

 

Dato il gran numero di partecipanti ci dividiamo subito in 2 gruppi: uno va sopra ed uno va sotto.

Mentre i più volenterosi si dirigono verso la cava e la parte inferiore e verticale della grotta, io decido, senza perdere troppo tempo di infilarmi subito nella strettoia d’ingresso della parte superiore sedotto dalla promessa di trovare tante bellezze calcaree fuori dal comune.

Mi seguono senza affanni Michela, Simone e Giosuè.

Dopo le foto di rito (tra cui la prossima copertina del Corso d’Introduzione G.G.T.) usciamo e diamo il cambio ad un trio di neo-ex-corsisti: Davide, Fabio e Giada.

 

 

 

 

 

Davide entra agevolmente, mentre Fabio ha preso coscienza per la prima volta di cosa di cosa vuol dire “stretto” in speleologia, mentre infine Giada è entrata “agile come una seppia” (cit. Albertino).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Usciti tutti dalla parte piccola e bella della Barbato, ci dirigiamo verso la parte inferiore e iniziamo la calata anche noi.

Dopo il primo pozzo di circa 20 m molto bello e pulito, raggiungo Paola che mi da il libera per scendere un altra parte di pozzo di circa 5 m, con una piccola rientranza nel mezzo che ti stringe un po’ la pancia nel passare.

Dopo il quale raggiungo tra gli altri anche Andrea, da poco speleologo ma già particolarmente allergico alle strettoie, di qualunque genere esse siano.

Lo “conforto” subito spiegandogli che le strettoie su pozzo non sono un grosso problema in discesa, bensì in salita.

Non mi è sembrato molto rincuorato.

Anche perchè subito dopo ha oltrepassato un’altra strettoia su corda ancora più ostica della precedente.

Arrivati tutti sul fondo anche del secondo pozzo, domando come mai non si prosegue.

Mi risponde Simone: “Addentrati nel meandro e capirai subito”.

Così faccio e così avvenne: la vista di quello che magari un tempo era considerato un armo sicuro mi fa capire che non si può proseguire oltre quel giorno.

Vabbè, la discesa giunge al termine, è ora della fotona di gruppo e della risalita.

 

 

 

 

 

 

 

 

Per primi risalgono quelli che non hanno visto la parte superiore della Barbato, poi Michela e Simone causa impegni serali; rimaniamo io, Andrea, Giosuè e Paola.

Disarmo io così do un senso alla giornata, penso.

La giornata ha avuto un senso alla fine si, anche se diverso da quel che pensavo.

 

Risalgono prima Giosuè e Paola per dare un eventuale supporto ad Andrea in caso avesse delle difficoltà in uscita dal pozzo essendo in strettoia.

Prima che parta, consegno a Paola il mio sacchetto personale delle emergenze, con all’interno carrucola, t-block e moschettoni aggiuntivi perchè “se dovessero servire, serviranno a te essendo sopra il pozzo”.

E così fu: Andrea si “inchioda” (termine tecnico) all’uscita del pozzo!

Niente panico, sopra ad Andrea ci sono i prodi Paola e Giosuè che in un batter d’occhio montano un paranco mentre lo rassicurano.

Il paranco funziona a dovere ma dopo poco Andrea si inchioda definitivamente, non riesce ad avere nessun appoggio per i piedi da cui poter farsi forza per uscire e il paranco non è più efficace.

Anche qui niente paura, risalgo io fino al frazionamento a ridosso del povero Andrea in modo da fungere da puntello umano in modo che abbia un appoggio per i piedi.

L’escamotage funziona e finalmente Andrea è fuori dal pozzo.

Tiriamo un sospiro di sollievo, piccola pausa e poi riprendiamo l’uscita.

 

Ma… c’è un ma…

 

Ma anche il pozzetto successivo ha una piccola strettoia a metà…

Ci diamo il cambio io e Giosuè e, dopo che sono risalito con Paola, avviene qualcosa di prevedibile: essendo anche esausto, Andrea si blocca anche lì.

Aveva speso molte energie prima ed era abbastanza immaginabile.

Non perdiamo troppo tempo e, volendo fare il fenomeno, monto subito il necessario per un contrappeso su corda tesa.

Ma il giochetto stavolta non funziona nonostante vari trucchetti messi in atto in quanto Andrea è più pesante di me ed è anche bello incastrato.

Infatti solo Giosuè è il Fenomeno.

Cambio sistema e monto un contrappeso semplice e Andrea è stappato in men che non si dica.

 

“Datemi una leva e vi solleverò il mondo” disse qualcuno che sicuramente ha avuto la stessa esperienza di Andrea.

 

Altra piccola pausa e poi usciamo dal pozzo d’ingresso senza altri problemi (non ci sono altre strettoie).

Usciamo dalla cava e, strano a dirsi, Andrea/Archimede non ha intenzione di visitare la parte alta e concrezionatissima della Barbato, vai a capire il perchè…

Raggiungiamo il resto della truppa moderatamente preoccupata e poi ci dirigiamo tutti in direzione dell’Osteria al Centro (cioè da Carletto) per la meritata birra dove troviamo ad aspettarci nientepopodimeno che i grandi N&N&M.

 

Concludiamo la giornata con le seguenti scene: il buon Archimede ha voluto offrire la bruschetta e birra ai suoi salvatori e l’accoglienza di Paola ad un suo amico con una tranquillità e freddezza (a tratti quasi indifferenza) che raramente si vede in giro.

 

PS: gli incidenti in grotta (perchè è questo quel che è successo in realtà) possono sempre accadere e, oltre alla calma con cui è stato affrontato il problema, quello che mi ha fatto personalmente piacere è che non era solo il proprietario del materiale d’emergenza a sapere come usarlo come generalmente è, bensì anche i suoi compagni erano preparatissimi.

Mai avuto il minimo dubbio nell’affidare quel materiale a Paola e/o Giosuè, in questo caso loro due.

Non è un vanto per aver portato quel materiale, ma un elogio alla voglia che c’è di imparare per ampliare le proprie conoscenze.

 

Grazie a tutti della splendida giornata!

 

Il vostro “Pelliccia”.

Qui di seguito altre foto della giornata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Proiezione del documentario CUEVA DEL RIO LAVENTA, un lungo viaggio sotterraneo…

Scritto in Eventi da Mirko 23 Dicembre 2019 | Nessun Commento »

VAL BALZERACH PROJECT 2017 – 2019

Scritto in Eventi da Mirko 16 Settembre 2019 | Nessun Commento »

Sardegna – Phreatic 2019 – LE OSSA

Scritto in Eventi da Katia Zoncato 23 Luglio 2019 | Nessun Commento »

Ehi. Ti va di partecipare al progetto per il rilievo delle ossa?

Perché no. Sicuramente imparo qualcosa.

Ottimo. Allora dai una mano ad Elena ad organizzare il tutto

Come do una mano ad Elena ???

Questa fu la telefonata tra me ed Andrea Marassich ai primi mesi dell’anno.

E fu così che iniziò la mia avventura con il progetto Phreatic 2019.

 

La grotta del bel torrente in Sardegna è nota perché al suo interno sono stati ritrovati (da altri esploratori) alcuni scheletri, o meglio ossa, appartenenti alla foca monaca (bue Marino) di circa 7000 anni fa.

 

Nel 2014 le ossa sono stare fotografate e mappate. La sensazione però è che negli anni le ossa siano diminuite pertanto l’intenzione è di verificare come si è evoluta la situazione. Alcune sono andate distrutte. Altre spostate, alte ancora nascoste sotto la sabbia dal movimento dell’acqua.  Quindi il mio compito è dare una mano ad Elena (Romano) ed Andrea (Marassich) per organizzare la cosa.

Nei mesi precedenti mille idee ed ipotesi vengono vagliate su come procedere. Parto da Vicenza con l’auto carica di attrezzatura ed entusiasmo. Neanche il tempo di sbarcare dal traghetto e raggiungere Gonone che sono già mi ritrovo sul  gommone che ci conduce all’ingresso della grotta. Siamo Andrea, Olivier, Laurent ed io. Dotati di bombole, scooter, macchine fotografiche ed entusiasmo. Il progetto partirà tra qualche giorno quindi per ora è solo divertimento.

Cavoli, ma siam sicuri di essere in Sardegna?
poche centinaia di  metri dentro la grotta, dove di solito la visibilità diventa spaziale, e mi ritrovo immersa nella nebbia. Viz ridotta a qualche metro e con lo scooter bisogna stare attenti. la situazione, man mano che entriamo non cambia.

 

Acc.. Dannaz.. Malediz… dobbiamo rivedere i piani, alcuni rilievi saranno impossibili da effettuare. Sarà divertente far le foto in queste condizioni

 

Vabbeh, speriamo in un miglioramento nel corso della settimana.
Lunedì 10 giugno – iniziano le danze.
Passiamo i primi due gg nella grotta di Cala Luna, ci son dei rilievi da chiudere e della sagola da sistemare, e nella speranza che “Bel Torrente” si sistemi un po’

 

Il mercoledì ci ritorniamo e….. niente! ancora pessima visibilità!
Pazienza, il tempo passa, dobbiamo lavorare.

 

Ci dividiamo in squadre, ci sono un sacco di cose da fare: individuare le ossa, rilevarne la posizione, forografarle per poi catalogarne la tipologia, sistemare la sagola e così via
Il ramo del Bue non è molto largo quindi cerchiamo di entrare scaglionati per non interferie con il lavoro degli altri.
Il pomeriggio poi bisogna verificare i dati, controllare se manca qualcosa per recuperare ed integrare il giorno dopo. E così via per 4 giorni.

 

Il penunltimo giorno Andrea mi dice “Zoncato non ci muoviamo da qui finchè non abbiamo verificato tutto che domani è l’ultimo giorno utile per raccogliere dati”.
io:  ” Mara mi stai schiavizzando, neanche il tempo di pranzare”
A: “ahahah, sta zitta e lavora!”
Ci adoriamo

 

Alla fine della settima abbiamo raccolto un bel po’ di dati tra misure foto ed emozioni. L’obiettivo è, una volta elaborati, confrontarli con i risultati del 2014 e metterli a disposizione di tutti.

Già. Il bello è proprio questo. Perché tenerli segreti. Anzi. Se ognuno desse il proprio contributo sulle informazioni potremmo monitorare in maniera più efficace lo stato delle nostre adorate grotte.

Purtroppo una parte delle ossa sono già andate perse, distrutte a causa del movimento della corrente o, peggio, a causa della poca attenzione dei subacquei.

Ovviamente il lavoro non nè finito, stiamo elaborando i dati ed il monitoraggio dovrà continuare anche negli anni futuri.

Resta sempre il mistero del perchè le ossa si trovino a così tanta distanza dall’entrata (oltre i 750 m). Motivo per cui “mi toccherà” tornarci. Magari andar fare un  giro anche nelle parti aeree per vedere se c’è qualche pertugio o chissà.

 

Qualcuno deve pur sacrificarsi

 

Rimane la mia gratitudine nei confronti di Andrea Marassich che ha deciso di dedicarsi in maniera attiva allo studio delle grotte Sarde e che ha convolto me e altri subacquei (circa una cinquantina suddivisi in più settimane) in quest’avventura.
Il suo impegno si sta sviluppando su più fronti e con la collaborazione di altri subacquei provenienti da tutto il mondo. Ognuno mette a disposizione le proprie conoscenze e pecularietà, dal campionamento dei sedimenti, al  rilievo 3D, alla geolocalizzazione ed altre idee in evoluzione.

 

per chi è curioso può visitare la pagina Phreatic su Facebook…. stay tuned

 

Katia Zoncato

 

          

CUEVA DEL RIO LAVENTA Un lungo Viaggio Sotterraneo…

Scritto in Eventi da Mirko 18 Luglio 2019 | Nessun Commento »

Quando si legge o si sente raccontare di grotte tropicali immense…

Quando si guarda un documentario di esplorazioni al limite dell’impossibile…

Quando si pensa ad un viaggio in luoghi remoti al confine del mondo conosciuto…

Quando si immaginano e si sognano i racconti di Jules Verne…

 

Non ci si aspetta che prima o poi anche noi potremmo vivere un’avventura simile ma è quello che ci è successo…

 

Spedizione Speleologica Chiapas 2019… …leggi tutto… »

Il bivacco di Campo Gallina è utilizzabile!

Scritto in Eventi, Gite Speleo da Diego Massignan 10 Luglio 2019 | Nessun Commento »
Campo Gallina si trova sul versante ovest del Corno di Campo Verde, Asiago,a quota 1850m.
100 anni fa era la base logistica delle truppe austro ungariche che operavano sull’Altopiano, ora rimangono solo
gli spianamenti dove sorgevano le baracche delle truppe, delle cisterne per l’acqua, e la cosa piu’ importante, le strade
che sono ancora transitabili nonostante un secolo di abbandono.
Nel 1967 il Comune di Asiago fece costruire alcuni baiti per dare riparo ai pastori che portano le pecore quassu’
ancora oggi. Un baito anche a Campo Gallina che, dopo mezzo secolo di utilizzo, mostrava evidenti segni di degrado.
Il comune di Asiago ha concesso ad Albertino Libertini la possibilità di sistemarlo, narturalmente a sue spese.
Albertino, del Gruppo grotte Primiero, di cui è presidente, tesoriere, magazziniere e naturalmente socio.
Ed eccomi qua, aiutante tuttofare, a dare una mano: sfalcio ortiche, pittura pareti, stuccatura crepe, pulizia, mentre
Albertino si occupa della falegnameria, costruzione porta e panche, e del caminetto. Le marmotte ci stavano a guardare incuriosite.
Ci sono volute due uscite nel mese di luglio per completare l’opera, trasportando il materiale con il generoso Defender, previo autorizzazione al transito.
Adesso il bivacco è utilizzabile, 4 posti letto, per le ricerche speleo nella zona, ed era proprio questo lo scopo di tutto sto lavoro.
Un grazie ad Alberto che ci ha messo di tasca sua, e adesso cosa aspettiamo?
Mao e Albertino

IL VIPEROTTO

Scritto in Eventi da Diego Massignan 18 Maggio 2019 | Nessun Commento »

 

Con oltre due mesi di ritardo mi ritrovo a spremere le meningi per scrivere qualcosa su una strana uscita in grotta fatta a Faedo il 10 di Marzo, ancora in clima “festa della donna”. Siamo Io, Ade e Miki.

Ma per catturare la vostra attenzione inizierò dalla fine, dalla vera risposta alla domanda “perchè andare al Viperotto?”. Se siete appassionati della bruschetta, a fianco della chiesa di Faedo troverete un bar… ma cosa dico un bar! un Tempio della nobile arte della Bruschetteria che solo a pensarci mi parte la salivazione. Andateci, punto.

 

 

Dopo avervi ben motivati però, passiamo all’altra faccia della medaglia, appunto il Viperotto. Il suo nome dovrebbe già mettervi all’erta: siete proprio sicuri di volerci andare?

Ammaliati dalla subdola serpe vi ritroverete all’ingresso della grotta, che vi sembrerà anche invitante “Figo!” penserete all’inizio. Capirete solo all’uscita che farlo nel senso opposto è un po’ meno figo.

Verso il fondo della grotta poi vi attende una strettoia:
Ricordo la Ade che ci si infila e cerca di spiegarmi il modo migliore di affrontarla. Io la lascio parlare, ma ho già deciso che non ho neanche voglia di provarci. Cedo il passo alla Miki e giuro che anche a lei sono serviti alcuni minuti e svariate parolacce prima di riuscire a passare. Non dico che sia una strettoia impossibile (a patto di non avere la panza) ma un po’ da masochisti sicuramente si.

 

 

 

Per la risalita poi aspettatevi fango, tanto bel fango appiccicoso tipo Mangiaterra, con i bloccanti intasati da chiudere spingendo con le dita ad ogni tiro.

A parte questo la grotta dà soddisfazione, e mi è piaciuta davvero. Ci sono un paio di bei pozzi, profondi e anche larghi. E fossili di conchiglie e coralli veramente molto belli. Solo non fatevi ingannare dalle dimensioni, il Viperotto è piccolo ma velenoso.

 

 

 

 

 

Beh, velenoso per me. Le ragazze all’uscita erano fresche come mimose, solo un po’ infangate. Ma hanno subito provveduto andando al fiume a lavare i panni   🙂

 

 

 

 

 

Mirko_R

 

1° CORSO DI INTRODUZIONE AL TORRENTISMO

Scritto in Corsi da splash 16 Aprile 2019 | Nessun Commento »

Grotta dei Mulini di Alonte (VI) – Evento

Scritto in Eventi da Diego Massignan 5 Marzo 2019 | Nessun Commento »

 

https://www.facebook.com/events/1105660289626239/

Ritorno al passato

Scritto in Eventi da pelliccia 9 Febbraio 2019 | Nessun Commento »

E’ da un po’ di tempo che causa lavoro sono fuori dalle attività del gruppo grotte (G.G.G.T.)…..
Quindi mi è parsa un occasione da prendere al volo, quando sono venuto a conoscenza da parte di un amico, di un pozzo in un bosco a metà monte in località Vigne a Creazzo, che a suo avviso non è conosciuto, per ricontattare i miei compagni di avventura e allo stesso tempo togliere ruggine alle giunture.Ho fatto un sopralluogo per valutare l’attendibilità dell’informazione quindi ho messo al corrente la “Cioca” (Claudio B.).
Assieme a “Pelliccia” (Andrea) un sabato di fine dicembre 2018 dopo aver appurato l’assenza di tracce di eventuali esplorazioni e fatto le operazioni di rito, ci siamo calati dentro il pozzo.
E’ un fusoide di una dozzina di metri, leggermente inclinato che termina in una piccola saletta da cui partono due rami: uno verso l’interno del monte che chiude, l’altro segue una frattura del monte stesso con direzione Nord-Sud.
Questo ramo ha un andamento inclinato verso il basso di 45°e necessita di disostruzione…..
All’interno della cavità come fauna sono stati individuati alcuni pipistrelli (sembra ferro di cavallo) in letargo, un coleottero e alcune lumachine.
La grotta si presenta come tipicità delle nostre parti a eccezione di alcune concrezioni e di una piccola colata di calcite non pura. Dopo aver fatto dei piccoli filmati e foto siamo usciti e siamo andati a farci una birra.

Ecco di seguito un po’ di video della giornata:

Paganotto Clemente